lunedì 1 ottobre 2012

BATMAN, GOTHAM CITY E LA TERZA VIA: DOVE PORTA E CHI LA BATTE?

Gotham City in uno splendido bozzetto di Anton Furst

di Francesco Colafemmina

Padre Michael Uwe Lang è andato via qualche mese fa. Se n'è tornato silenziosamente al Brompton Oratory dopo aver sperimentato le astute macchinazioni della Curia Romana. Estromesso dal suo ruolo di coordinatore del Maser in Liturgia Arte e Architettura Sacra dell'Università Europea ad opera dell'abate Zielinski è stato sostituito da don Salvatore Vitiello. 

Ricorderete l'operazione "nuovo fonte battesimale della Cappella Sistina", ebbene oggi ci troviamo dinanzi ad un'altra analoga operazione, non più nell'ambito dell'arte sacra, ma in quello dell'architettura sacra. Lo scopo? Presentare una "terza via" rispetto all'estremo modernismo CEI e al tradizionalismo sponsorizzato da padre Lang e dai vari Duncan Stroick e Steven Schloeder. Ma a guardar bene gli obiettivi sembrerebbero esser molto più banali...

1. Questione di metodo

E' stato recentemente presentato il progetto di una nuova chiesa a Lecce. Disegnata dall'architetto Angelo Molfetta, già autore di architetture di dubbia riuscita come la chiesa dei martiri di Auswitz, il complesso parrocchiale è dedicato a San Pio da Pietrelcina ma è stato subito ribattezzato "Batman church" o meglio "la chiesa di Gotham City". Questo per via dell'evidente ricorso ad un pastiche di stili, con la predominanza di un gotico contemporaneo, molto underground.


E' evidente che una chiesa del genere non potrà avere nessun rapporto col territorio. Totale è l'assenza di riferimenti al barocco leccese e alle limpide facciate delle chiese salentine, ma non casuale. 
Il gruppetto di chierici-laici che vorrebbe promuovere la terza via ha bisogno di commissioni e dunque non può attardarsi nella raffinata elaborazione di un progetto che vanti una sua coerenza con la storia dell'architettura sacra locale. No, serve un progetto simbolico, una sorta di chiesa-manifesto capace di mettere tutti d'accordo. Ecco dunque la chiesa di Goldrake o Batman che dir si voglia. Il metodo è dunque chiaro: si intende dar vita ad una alternativa alle ormai stantie sperimentazioni moderniste della CEI, senza tuttavia arrendersi alla necessità del tradizionalismo architettonico. La terza via del compromesso...

2. La Democrazia Cristiana dell'arte e dell'architettura sacra: barcamenarsi e navigare a vista

Nel progetto della chiesa di San Pio, almeno stando ai rendering pubblicati, appare evidente l'eclettismo del disegno. Si possono annoverare infatti i seguenti stili-ispirazioni. Anzitutto l'arco catenario sul quale si basa la forma della navata e il disegno del portale: una reminiscenza di Gaudì - si dirà - ma anche un riferimento (non so quanto voluto) al progetto dello studio Anselmi per la realizzazione della chiesa di San Pio a Malafede (Roma). L'arco parabolico veniva in questo caso interpretato come un riferimento al cappuccio dei Cappuccini.
Ma non occorre essere così sofisticati. Il progetto nasce più semplicemente dalla combinazione di una chiesa moderna  a pianta basilicale incentrata sulla forma dell'arco parabolico e una chiesa degli anni trenta a pianta basilicale. Non manca infatti il connubio fra essenzialità dei riferimenti classici e razionalismo tipico di alcuni progetti degli anni '30-'40 (ad esempio quelli romani del Galeazzi) nei contrafforti, nel tamburo della cupola e parzialmente nella facciata.
1
Basilica La Purisima - Monterrey - Messico (1941-43)
+ 1
Chiesa di Sant'Eugenio - Roma (1951)
= 2
Chiesa parrocchiale San Pio da Pietrelcina - Lecce - Progetto 2012
Il modernismo permane tuttavia nello stile della torre campanaria (che mi ricorda un progetto analogo al quale non riesco momentaneamente a risalire), pacchiana rievocazione brutalizzata  e industriale delle guglie della Sagrada Familia, nella stella della cupola che molto ricorda Portoghesi, nella ragnatela delle vetrate (reminiscenza della tela dell'uomo Ragno della cattedrale di Alba?). Insomma, il ricorso al pastiche risponde a un cerchiobottismo di fondo. Ambisce a frenare le critiche dei tanti fedeli stanchi del moderno sparato, ma vuol solleticare l'ansia di novità, l'ammodernamento ideologicamente perseguito dai numerosi novatores in clergyman.

Chiesa di San Pio da Pietrelcina - Lecce - Rendering della navata 
3. Un unico obiettivo: la pagnotta!

Non vorrei sembrare prosaico o prevenuto, ma l'impressione - una semplice impressione - è che a Zielinski, Molfetta e compagni non importi molto dell'architettura sacra e del suo legame con la tradizione. Certo è un indubbio progresso il ritorno alla pianta basilicale, il recupero dell'orientamento e della verticalità. Eppure sembra che qualcuno abbia capito che l'aria sta cambiando, che ci si è rotti di architetture affidate ai grandi nomi e ha deciso pertanto di buttarsi a pesce in un nuovo trend architettonico, scegliendo però solo soluzioni anfibologiche che se da un lato convincono dall'altro lasciano enormi perplessità. Tanto più che a Roma il nuovo presidente dell'Opera Romana per la Provvista di nuove chiese (se ne preventivano un centinaio nei prossimi anni), Mons. Andreatta, sarebbe intenzionato a cambiare rotta. D'altra parte alla Pontificia Commissione per i Beni Culturali c'è un Cardinale di nome Ravasi che certamente ambisce a far costruire qualche chiesa a Santiago Calatrava o a qualche altro guru dell'architettura contemporanea. Quindi fra CEI e Ravasi lo spazio di manovra è certamente ristretto. Inutile combattere in prima linea, farsi portatori di un sano dibattito fondato sull'esclusione reciproca dei modelli (o chiese tradizionali o chiese moderniste), destare dal suo letargo la Congregazione per il Culto Divino che avrebbe dovuto impugnare la questione delle arti sacre. No, meglio agire in gruppi ristretti che praticano il culto del ma-anchismo clerical-chic. Ci si guarda bene quindi dal proporre l'arretrato ricorso all'architettura "tradizionale". Per carità di Dio! E chi la finanzierebbe? Chi darebbe le commesse? Per avere nuove commesse ed essere accreditati presso la CEI serve il compromesso... Ben venga dunque anche nell'ambito dell'architettura sacra italiota l'eternamente vincente partito della pagnotta!

18 commenti:

Simone da Varagine ha detto...

bah...c'è pure quella guglia sulla cupola che vorrebbe richiamare quella di Sant'Ivo alla Sapienza o è una mia impressione?...mamma mia comunque se i fumetti della marvel han fatto danni su sto tipo!

Francesco Colafemmina ha detto...

No, non credo. Mi ricorda qualcosa di preciso, ma non so bene cosa... Di sicuro ho già visto quell'elica. Ad esempio nella chiesa del Santo Volto di Botta, sulla colonna.

Anonimo ha detto...

Forse 'ispirati' alla scala miracolosa di Santa Fè, Messico, e qui all'aperto sale verso Dio ... forse

Anonimo ha detto...

In realtà la scaletta elicoidale sembra una sorta di firma all'opera in questa torre di Babele

Andrea ha detto...

Sì, cari amici: l'elica al sommo è il "cavatappi del Cielo", cioè è la spirale del panteismo massonico (dall'Atomo Primordiale al Tutto Glorioso, sempre in chiave immanentistica) messa in mostra e unita alla hybris satanica: "Vogliamo entrare a casa di Dio, non perché guardati con amore e presi in adozione da Lui, ma perché ci interessa arraffare la gioielleria!".
Corrisponde alla pianta magica di fagiolo della favolistica inglese: spiraleggiando sale, tanto da bucare le nubi e far capolino in Paradiso.

Per questo io -con tutto il rispetto- ho sempre avuto una forte perplessità verso il Gotico antico, che comunque aveva un'impostazione platonica e si orientava alla "perforazione del Cielo".

Vedete quanto è diverso, e quanto è "cattolico", il razionalistico campanile della Purisima di Monterrey?

P.S. Va da sé che ormai il riferimento a San Pio equivale a uno scatenamento massonico: proprio perché il Santo è stato Alter Christus in modo unico, e così "carnale", lo gnosticismo si lancia contro di Lui

Fabio Dal Molin ha detto...

Scala elicoidale del paradiso o pinnacolo fiorito da giardino d'illusione? L'interno regala suggestive architetture scheletriche di gigeriana memoria, suggerisco una decorazione parietale naif in stile antroposofico staineriano con pigmenti naturali.

Andrea ha detto...

Ma se fosse un fiore del giardino d'illusione, si potrebbe indulgere (nel senso del "Giardino che ci attende"), caro Fabio.
Qualcosa del genere è il coronamento di S. Ivo alla Sapienza ("eccesso" barocco).

Purtroppo è un cavatappi: arrivo alle soglie del paradiso, assalto e buco. Poi entrerà la Banda Bassotti a fare razzia

Fabio Dal Molin ha detto...

Carissimo Andrea, Lei mi richiama all'ordine, intendevo riservare una via di fuga all'oscura cattedrale verso florilegi da giardino orientale...il cav-anubi rende l'idea!

Anonimo ha detto...

Per quanto promossa anche da Ciro lomonte che modernista non è,
la terza via è figlia della presunzione di voler gestire la modernità meglio di chi ci ha già provato in precedenza; la terza via è il kitch di chi non sa articolare la grammatica della tradizione e finisce per mischiarla con modernismi ed eclettismi di compromesso

Livio Sterlicchio ha detto...

La torre campanaria
Di un brutto oggetto, più se ne parla, più si cerca di interpretare le intenzioni dell'autore e più lo si rende interessante.
Consideriamola solamente una (brutta) soluzione per avere a disposizione una scaletta fissa di accesso per la periodica manutenzione della Croce...
Per lo stesso motivo non è possibile intravedere continuamente e pesantemente la mano della massoneria (aridaje, Andrea): diventa un martellante spot pubblicitario.
Comunque, teniamoci per buona- almeno quella- la soluzione della pianta basilicale con sviluppo longitudinale ed apprezziamo la volontà di abbandonare la pianta a schema centrale così tanto abusato negli ultimi anni: uno schema pensato da Gropius per il suo Teatro Totale nel 1931. Già, un Teatro...
A questo proposito mi viene in mente una nuova Chiesa in Andria (sempre la Puglia): qui l'autore ha voluto strafare. La pianta si estende in senso orizzontale: la "Tavola" (non l'Altare) con l'Officiante al centro e i fedeli di fronte, a destra ed a sinistra. A occhio 15 metri di profondità e 25/30 di larghezza! La copertura, nella sua sky line, ricorda una sequenza di cabine di uno stabilimento balneare.
La torre campanaria? un'orribile mezza croce in metallo alta circa 15 metri con un'orribile corona di ferro spinato sistemato sul lato mancante da cui scende una specie di nastro di pietra e tre campanelle incastonate nella "vela" in cemento armato portante il tutto: cose da far rabbrividire Dario Argento!

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Livio,

ti riferisci ovviamente a questo sgorbio:

http://www.videoandria.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/phoca_thumb_l_1.jpg

La chiesa è intitolata a Sant'Andrea Apostolo... Attendo un parere del nostro amico Andrea! :-)

Andrea ha detto...

Povera Puglia, caro Francesco e caro Livio !
Non dico povero Sant'Andrea, perché Lui gode della visione beatifica da duemila anni. Certamente è una chiesa edificata "ad minorem Dei gloriam"... e non è una battuta. Ciò che facciamo in questo mondo è importante, sia in bene sia in male.

Mi limito a riportare la saccente spiegazione data dallo Studio Anselmi di Roma per la configurazione dell'atroce chiesa di San Pio (!) a Malafede, dopo l'EUR:
"..le volontà liturgiche emerse dal Concilio Vaticano Secondo, per le quali l’insieme dei fedeli costituisce “comunità” e di conseguenza è necessario che essa usufruisca di una forma spaziale idonea per raccogliersi intorno al “suo Pastore” senza particolari gerarchie di posizione..", e a sottolineare che la Croce interrotta, o deformata, o rovesciata, è davvero il marchio di fabbrica del Satanismo.
C'era qualcosa del genere accanto a papa Benedetto quando celebrò in piazza a Torino, qualche anno fa.

Per questo apprezzavo il campanile con Croce (lineari, ma NON DEFORMATI, né l'uno né l'Altra) di Monterrey.
L'itinerario contemporaneo è sostanzialmente questo:
1) fuggiamo dall'eclettismo di tardo Ottocento (-bene, nota mia);
2) approfondiamo un'essenzialità che abbia a che fare anche con i modi rapidi e "nuovi" del nostro secolo (-bene-);
3) andiamo oltre la linearità, deformando la linea semplice e significante e negando la realtà in nome di una sua "ricostruzione gnostica" (-Satanismo-).

Posso fare il mio "repetita juvant"? Viva la Basilica di Montevergine!

Grazie

Livio Sterlicchio ha detto...

Proprio quella, caro Francesco, purtroppo! Sono stato lì il giorno di Pasqua: la Messa poteva essere seguita solamente dai pochi fedeli che si trovavano davanti all'Officiante.
E' vero, dunque, che -sic stantibus rebus- dobbiamo rallegrarci di una, se pur piccola, deviazione (non certo inversione) di tendenza riscontrabile nel progetto della Chiesa di cui così amabilmente hai trattato? Quanto meno accontentarci...

Peter M ha detto...

@Andrea:

"Purtroppo è un cavatappi: arrivo alle soglie del paradiso..."

"ad minorem Dei gloriam"

Grazie, mi hai fatto ridere davanti al computer.

Giacomo ha detto...

Può non piacere esteticamente però bisogna prendere atto dei miglioramenti che si vedono rispetto a tanti progetti di chiese buttati là a casaccio.
Penso che la critica possa esserci in ogni tipo di lavoro ma debba sempre essere rispettosa delle persone altrimenti, anche avendo ragione, si passa dalla parte del torto.
Trovo veramente esagerato e ridicolo chi vede dappertutto la massoneria e i suoi simboli.
Anche a me il progetto non entusiasma particolarmente (per quello che si vede naturalmente!) però non trovo del tutto culturalmente lecito l'operazione di riproporre acriticamente forme mutuate dal passato come sanno fare con molta disinvoltura negli USA dove sono abituati a fare "facili" copia-incolla.
Dal Concilio ad oggi abbiamo perso tanto della nostra Tradizione, è vero, ma se ogni tentativo di "ricostruire un discorso" viene lapidato fin dall'inizio allora che speranze avremo?
Per distruggere molto ci sono voluti 50 anni, per ricostruire ce ne vorranno almeno 150!
Capisco lo sconforto ma ci vuole pazienza e soprattutto seguire l'esempio del Papa con umiltà e obbedienza. Chi fa il male è vero che finisce per danneggiare gli altri ma alla lunga danneggia anche se stesso.
Non praevalebunt!
Con amicizia, Giacomo.

Andrea ha detto...

In fondo, caro Giacomo, il filo del discorso dell'architettura sacra si è perso da secoli. Probabilmente le ultime cose genuinamente "del loro tempo", cioè nate senza vler citare secoli passati, sono alcune chiese rococò (XVIII secolo).
E cosa subentrò alla fine del '700? la Massoneria!

Ripeto ciò che scrissi molto tempo fa: alla "Restaurazione" post-napoleonica, a Torino si costruì la Gran Madre di Dio, cioè uno pseudo-Pantheon ipermassonico e romanizzante, nel senso di una Roma pagana "multireligiosa".

Nel '900, a mio parere, il Razionalismo "nostrano" fece il miracolo: propose qualcosa di cattolico e di attuale, senza rincorrere né il Medioevo né altre epoche. Il motivo c'è: la Massoneria era stata messa in naftalina dai Patti Lateranensi. Montevergine (anni '50): meglio ancora. Limpida, equilibrata, convincente senza retorica, inserita nel contesto storico e naturale

Claudio Mecozzi ha detto...

La questione della pianta longitudinale e della pianta centrale è spesso equivocata.Infatti bisogna distinguere quando le parole longitudinale e centrale sono riferite alla pianta architettonica e quando riferite alla liturgia.Infatti la liturgia è sempre longitudinale ed è connotata dall'asse liturgico.Asse cosmologico.Questo attraversa l'intero spazio, dalla porta all'altra estremità dove è collocato l'altare.L'asse liturgico longitudinale connota lo spazio architettonico anche quando questo è centrale.Pertanto la liturgia è sempre longitudinale.L'errore vi è quando si fà coincidere centralità architettonica e centralità liturgica come fanno i neocat.con l'altare al centro.La liturgia centrale è propria solo dei martyria e dei battisteri.

Dante Pastorelli ha detto...

A Fra', ma sei sicuro che allo Zielinski sia stato mai a cuore il sacro? Firenze non lo rimpiange affatto.