martedì 23 ottobre 2012

IL NUOVO SEMINARIO DELLA FSSPX IN VIRGINIA

In questa splendida prateria sorgerà il nuovo seminario della FSSPX "San Tommaso d'Aquino"
di Francesco Colafemmina

Si discute di terze vie e di decadenza dell'architettura sacra. Intanto c'è chi offre una risposta concreta e per farlo ricorre al romanico, un romanico francese slanciato e nobile, semplice e solenne al tempo stesso. E' il progetto del  nuovo seminario statunitense della FSSPX, in Virginia. 


Non una cattedrale nel deserto o un blocco di cemento armato nella campagna, bensì un armonico complesso pienamente integrato nel suo rigoglioso environment. Due notazioni: da un lato il richiamo allo stile monastico cluniacense quale sinonimo di officina di fede e dottrina.

Chiesa di San Nectario a Saint-Nectaire, Francia XII sec.
Dall'altro la struttura aperta e al contempo chiusa. Aperta dinanzi alla chiesa che tanto ricorda la chiesa di San Nectario nell'omonimo borgo francese con le sue cappelle radiali. 


Ma allo stesso tempo chiusa nel chiostro del seminario, con quei leggeri contrafforti esterni che lo fanno assomigliare ad un fortilizio, sede di un cattolicesimo militante pronto ad evangelizzare il mondo.


Dal 20 ottobre è attivo anche il sito del nuovo seminario dal quale è possibile inviare contributi per la realizzazione dell'opera. Ormai il vecchio seminario di Winona, in Minnesota, non è più in grado di accogliere i tanti nuovi seminaristi che si affacciano alla Fraternità, è perciò davvero sorprendente questo progetto perché unisce la bellezza alla gioiosa consapevolezza che da qualche parte nel mondo le vocazioni non sono in calo e nei seminari tradizionali si preparano nuove generazioni di sacerdoti retti nella disciplina e formati nella sana dottrina.


30 commenti:

Andrea ha detto...

Da Wikipedia (parafrasi): la grande chiesa abbaziale di Cluny, fondata nel 1088, era il più grande edificio religioso d'Europa prima della costruzione della nuova Basilica di San Pietro (XVI secolo). Era lunga 187 metri, e preceduta da un nartece longitudinale detto "galilea" (vogliamo parlare di "Galilea delle genti", anziché di "Cortile dei Gentili"? - proposta mia)

Distrutta dalla Rivoluzione, con l'ausilio di un esperto di esplosivi fatto venire dall'Italia (in pieno 1800, se ben ricordo)

Anonimo ha detto...

un complesso molto bello
DIO benedica la fsspx ,


fabio

Areki ha detto...

Il Signore benedica la FSSPX per questo splendido complesso, a noi il compito di sostenerli e non solo con la preghiera.

Le nostre offerte a chiese belle e che richiamano il sacro.

don bernardo

Livio Sterlicchio ha detto...

Che meraviglia!

Claudio Mecozzi ha detto...

L'ARCHITETTURA NON E'UN QUADRO
Le immagini rendering fotorealistiche hanno certamente il pregio di far vedere immediatamente -insieme alle scelte formali- i diversi cromatismi dei materiali sotto la luce.Tutto ciò è certamente utile per esprimere un giudizio figurativo sull'architettura.Ma questo non è sufficiennte semplicemente perchè l'architettura non può esser riguardata come un quadro o come una scenografia.Per l'architettutra è necessario comprendere anche cosa vi è sotto l'mmagine che viene presenta.Un paramento che si presenta come un muro realizzato attraverso elementi lapidei o laterizi oppure intonacato con gradevoli colori pastello è realmente un muro oppure un telaio in cemento armato ben occultato? Se si tratta di un vero muro non ho alcun problema a dare tanto di cappello per chi l'ha fatto e progettato non fosse altro che per la capacità di riproporre la tecnologia costruttiva muraria tradizionale.Ma se è un telaio in cemento armato ben nascosto attraverso un rivestimento lapideo in modo che ciò che appaia sia l'immagine del muro allora si tratta di altra cosa.Intanto siamo in presenza di una struttura in cemento armato similmebnte a tante altre.Se poi la soluzione è occultarla in modo da farla sempbrare ben altra cosa,ossia quello che non è, io non ne sono per niente convinto.Cliccando Steven Schloederche che a prima vista semmbrerebbe il più convincente sono approdato facilmente nel suo sito dove mostra i suoi progetti di chiese tra cui il progetto presentatoci da Francesco.Vi sono sopratutto immagini rendering fotorealistiche in diversi scorci prospettici.Tra queste immagini ho trovato una pianta ed un paio di sezioni prosèpettiche.Considerando gli spessori delle membrature murarie di queste immagini si evince che queste non sono membrature murarie portanti.Se avesse realizzato veri muri portanti avrebbe avuto tutto l'interese a provarlo attraverso gli elaborati pubblicati.In ogni modo sarei ben felice se qualcuno volesse dimostrarmi il contrario.Riguardo gli interni il giudizio cambia,si vedono ad esempio bellisseime volte. In questo caso funzionano benissimo perchè sono in continuità con le false volte ad incannucciata tradizionali.Più in generale tutte le finiture e le soluzioni dei luoghi liturgici dimostrano grande abilità di lavorazione dei marmi con un gusto interessante.

Livio Sterlicchio ha detto...

l'Architettura non è un quadro...

Mai sentito parlare di Architettura Scenografica?
Di Architettura dei Giardini all'Italiana?
Juvarra ,Vanvitelli, Valadier, per citarne qualcuno, non usavano forse la loro matita come fosse un pennello?
Quadri,sì: quadri tridimensionali le loro opere.
Se poi la struttura è legno, ferro, muratura o cemento armato, che
cale? Ma, generalizzando nelle Belle Arti, le sculture in stucco di Serpotta, scultore di fine '600, non hanno forse la stessa valenza drammatica di una scultura in marmo? Chi se ne cale se sono modellate su una struttura di ferro?
E infine, che cambia se un'opera architettonica New Romanic è progettata con struttura in cemento armato anziché in muratura portante?

Andrea ha detto...

No, caro Livio. Non lo dico per polemizzare, mi creda.
Le sculture di Serpotta (ne rivedevo recentemente alcune a Palermo) sono espressive e suggestive, ma l'occhio coglie subito che non sono "solide".
Questa non è una condanna: sono "lievi" e plastiche.

Vogliamo arrivare al caso-limite? Le statue sacre in catapesta, tipiche dell'area di Lecce, sono bellissime, a volte sublimi - ma vengono percepite, giustamente, nella loro "umiltà" materiale.

Un trullo in cemento armato, intonacato, non "direbbe" (né all'osservatore né all'abitante in esso) ciò che "dice" un vero trullo

Livio Sterlicchio ha detto...

Certamente saprà, caro Andrea, che con il materiale usato per costruire la Basilica di S. Pietro se ne sarebbero potute costruire almeno dieci identiche usando i materiali e le tecnologie attuali.
Le pareti del Pantheon che sono larghe circa sei metri per sopportare la spinta della cupola di copertura, con le nuove tecnologie avrebbero potuto avere uno spessore dieci volte inferiore e, utilizzando adeguatamente lo spazio risultante, l'effetto finale non sarebbe comunque cambiato.

Il mio occhio non ha percepito "lievi" le statue e le decorazioni scultoree di Serpotta in S. Francesco d'Assisi a Palermo o in Santa Cita del Rosario, "plastiche" sì, eccome. Fra i moltissimi scultori della Storia che hanno utilizzato lo stucco,(vedi Etruschi, Greci e Romani) ricordo anche Canova: c'è una sua statua esposta all'Ermitage di San Pietroburgo.
Ma vorrei far presente che tutto il Barocco prima ed il Rococò poi hanno "campato" con lo stucco, senza mai peccare di eresia scultorea.

A nessuno verrebbe in mente di costruire un trullo in cemento armato, ma, volendo realizzare un resort polivalente che ricordi le linee e le forme delle masserie pensandolo con dei trulli di copertura, dove sarebbe il peccato? Anzi, sarebbe un perpetuare il gusto, la sensibilità ed il sapore del Brindisino senza dover usare il sistema costruttivo del passato quando erano necessari muri spessi 90 centimetri per un piccolo trullo da sei metri di diametro.

In ogni caso, l'Architettura può (deve?) essere un quadro tridimensionale così come appare la veduta aerea del progetto presentatoci da Francesco.

Andrea ha detto...

Volevo sostanzialmente dire, caro Livio, in accordo con Claudio Mecozzi, che i materiali contano.
Non si tratta di un semplice "Voglio tradurre una certa geometria in un edificio reale: come faccio? ". Cioè, non si tratta di pura strumentalizzazione di ciò che abbiamo a disposizione (soldi e materiali effettivamente reperibili) per ottenere un certo scopo.
So che Sgarbi si è battuto perché i pavimenti della ricostruita Cattedrale di Noto fossero in pietra locale (porosa, più difficile da tenere pulita rispetto ai marmi lisci), perché "respirassero" insieme al complesso dell'edificio. Mi risulta che sia riuscito a ottenere ciò.

Cari saluti

Gianpaolo1951 ha detto...

A mio modesto avviso, hanno ragione sia Claudio Mecozzi che Livio Sterlicchio.
Il primo si richiama alla purezza della forma…
Il secondo alla sostanza dei contenuti!
La mia conclusione?
Semplice ed elementare:
L’importante è che l’opera,
in cemento armato o altro materiale…
venga realizzata!!!

Andrea ha detto...

La "purezza della forma", caro Gianpaolo, è un concetto pericolosamente vicino al razionalismo massonico dissolutorio.

Lo dicevamo qualche tempo fa: solo gli Italiani del periodo successivo ai Patti Lateranensi fecero il miracolo, cioè trovarono il modo di concepire e realizzare qualcosa (di sacro) che non sapeva di imitazione dell'antico (anzi, era orgogliosamente "stile '900"), ma era direttamente connesso con il cuore della Civiltà Cattolica

Livio Sterlicchio ha detto...

Perfetto,Andrea. I materiali non la struttura, l'ossatura, ciò che sostiene il mantello moderno od antico che sia.

E comunque è giustissima la conclusione di Giampaolo 1951.

Claudio Mecozzi ha detto...

Ringrazio tutti per gli utilissimi commenti.Tra architettura,scenografia,pittura e scultura vi sono rapporti stretissimi come sappiamo bene.Ma sono appunto manifestazioni artistiche distinte che necessitano di esser riguardate anche in modo specifico se necessario.Innanzitutto l'architettura.Si potrebbero dire tante cose sull'integrazione di queste arti tra di loro,su ciò che le accomuna,su ciò che invece le distingue.Sulla dimensione scenografica dell'architettura,etc.Ma non è questa la questione.Si tratta di stare al punto dello specifico tema architettonico sollevato.Come Livio Sterlicchio dice,noi oggi potremo realizzare i monumenti architettonici del passato con i nuovi materiali e tecnologie.Questi in virtù delle loro caratteristiche consentono di realizzare strutture portanti particolarmente snelle rispetto alle tecniche murarie tradizionali.La questione stà appunto in questa estrema diversità tra i sistemi costruttivi moderni e le costruzioni murarie da sempre impiegate.Devo esser onesto,non posso impiegare queste tecnche per poi occultarle, attraverso opportuni rivestimenti, in maniera da farle sembrare tecniche tradizionali. Se la struttura architettonica è realizzata con tecniche e materiali moderni devo in qualche modo renderlo esplicito.Non è corretto presentare una cosa per un altra.Questo non è mai accaduto in tutta la storia dell'architettura.I greci usavano l'ordine e facevano i templi dove il sistema trilitico era ben in evidenza. I romani usavano prevalentemente le tecniche murarie chiaramente evidenti. L'ordine era sovrapposto come decorazione. Non stò dicendo che le tecniche e i materiali moderni debbano esser ostentati ed enfatizzati come purtroppo spesso accade.Questo è il modo di procedere di certa architettura contemporanea rispetto alla quale noi tutti dissentiamo.Ritengo invece che vi sia la possibilità per denunciare con equilibrio ed in continuità con la tradizione l'impiego delle tecnologie moderne.Non solo, ma penso che le forme di queste soluzuioni tecnologiche debbano esser piegate ai valori della tradizione architettonica.Le esperienze che ci vengono dal mondo anglosassone sono comunque interessanti, certamente più di certe architetture contemporanee che vengono realizzate anche da noi.In questo Francesco ci è molto utile.Le une si presentano subito con un immagine chiaramente in continuità con la tradizione per questo è stato necessario approfondire.Delle altre si percepisce immediatamente l'immaqgine dissonante,stridente,rispetto alla storia.In questo caso il giudizio sull'mmagine anche sintetico è già sufficiente.Si può approfondire solo per meglio esplicitare il giudizio di sintesi che già coglie in poche parole l'essenziale.Non si rispettano la parti della chiesa in continuità con la tradizione.Non si rispettano nemmeno le culture dei luoghi.Facciate negate,mentre tradizionalmente le facciate sono rappresentative di tutto l'esterno della chiesa.L'à dove dovrebbe esserci una cupola su tamburo non si capisce cosa viene realizzato.E si potrebbe continuare.

Anonimo ha detto...

Mentre accolgo la bella notizia del nuovo seminario della fsspx e mi conforto, a l'Aquila invece di recupero, nascono cubi,piramide e il rischio di proseguire su questa linea.

“L’Aquila deve essere costruita da capo”, ha detto Napoletano
Infatti, tra cubi e piramide proprio ‘nuova’, L’Aquila tutta da capo!

https://www.espazium.ch/archi/news/la-sala-concerto-di-renzo-piano-dedicata-allaquila

http://www.abruzzo24ore.tv/news/Tanto-rumore-per-nulla-l-Auditorium-del-Parco-pronto-per-un-altro-concerto-Sul-palco-Enrico-Bronzi/102063.htm

http://www.abruzzoweb.it/contenuti/laquila-e-il-giorno-dellauditorium--opera-storica-segnata-dalle-polemiche/494606-309/

Mi chiedo se sarà questo il biglietto da visita per proseguire con quello della ‘conchiglia’.
Francesco, se ti sono rimasti, vedi di sistemare dei grembiulini a un po’ di gente di quest’altro‘cortile’.:)

Anonimo ha detto...

@ C.M.

Non ci ho capito un'acca!

S.F. ha detto...

Bisognerebbe porsi un'altra domanda: che senso ha riproporre un new Romanic nel 2012? O meglio, perchè proprio il new Romanic e non un Neo Gotico, o un Neo Rinascimentale? è davvero l'immagine 3D che spiega cosa sia o cosa non sia un'architettura? Accurati gli interventi di Andrea, leggeteli senza pregiudizi.

Francesco Colafemmina ha detto...

Francamente mi sembra che siate un po' troppo schizzinosi, choosy, come direbbe quella str..za della Fornero.

In un panorama di desolazione una chiesa del genere, un complesso del genere è davvero una boccata d'aria fresca. L'idea che oggi si dovrebbero costruire delle chiese romaniche con veri pilastri e vere pietre evitando il cemento armato fa molto Amish.

Dovremmo rispolverare un po' di pragmatismo... virtù tipicamente cattolica e molto, molto "romana".

Anonimo ha detto...

Si hai ragione Francesco anche due dilettanti come Michelangelo e Palladio usavano pietra e marmi per l'ordine architettonico a piano terra e mattone intonacato finto marmo in quelli più alti non percepibili. Ma erano due sfigati che non capivano che la realtà dei materia è motivo superiore dell'identità dello spazio architettonico che si va a comporre. Per fortuna con la modernità l'abbiamo capito

Ubi ha detto...

Che nell'avvilente panorama architettonico attuale ci sia questo ricorso al romanico, il fatto è cosa più che lieta.
Il discorso, per così dire, "filosofico", che fanno gli amici sull'impiego dei materiali da costruzione però non è poi così negletto.
Effettivamente quando apparenza e sostanza formano un tutt'uno possiamo dire che si realizza in pieno un'armonia di utili e di intenti alquanto vasta.
Sempre dal punto di vista puramente teorico l'utilizzo di materiali e tecniche "tradizionali" dovrebbe essere visto dagli amici frequentatori di questo sito, con un certo occhio di riguardo.
La pietra non è il cemento, essa ha rappresentato, e ancor più potrebbe oggi rappresentare, l'ardire dell'uomo.
Cavarla non fu facile, posarla ancor meno, ardire con essa ancor di più.
Ma sfidò e sfida i secoli, come sfidò e sfida l'umano ingegno (basti pensare all'unicità di certe cupole...) e finora... ha vinto.

Andrea ha detto...

Caro S.F. :
1- grazie, troppo gentile

2- perché Nuovo Romanico e non Nuovo Gotico o altro?
Nell'animus della San Pio X c'è sicuramente la sensazione che il Romanico (di mille anni fa) fosse espressione della Cristianità non incrinata, e che dopo quei tempi (nel 1250?) si sia rotto qualcosa. Hanno ragione nel percepire ciò? secondo me sì.
Limitandoci all'Italia, direi che abbiamo sott'occhio una civiltà architettonica sacra sublime, ma che ciò che vi è in essa di più convincente (o "parlante", come amo dire io) sono le chiese romaniche. Non solo le Cattedrali grandi e medie, ma anche le chiesette e le abbazie.

Scusate il mio "repetita iuvant", ma ho l'impressione che un edificio del '900 sia davvero importante: Florestano Di Fausto disegnò e realizzò la basilica abbaziale di Montevergine (1960 ca.). Né "stile '900", né Neoromanico "a imitazione di..", ma poderosa opera cattolica, priva di eccessive mediazioni accademiche

Andrea ha detto...

Credo che si potrebbe imparare parecchio dallo studio del cantiere di Noto.

Ho solo notizie giornalistiche, dalle quali mi risulta che ci sia stato un et-et (tecniche moderne "sottomesse" alla ricostruzione nei modi antichi, anche per ragioni di protezione dai terremoti e anche perché è risultato un modus operandi pasticciato dei costruttori di 300 anni fa).

Il risultato è emozionante: l'ho visto e rivisto, perché mi toccava profondamente (pur non essendo Romanico!)

Claudio Mecozzi ha detto...

Ho notato ed apprezzato gli interventi di Andrea ma anche di altri amici.La basilica abbaziale di Montevergine (1960 ca.) è particolarmente interessante per la sua ricerca di una "sana modernita".
Sono esempi della nostra tradizione recente da cui ripartire.Opere ed architetti del secolo scorso che hanno fatto una seria ricerca progettuale non mancano, anche se spesso sono stati esempi snobbati dalla critrica modernista.Florestano Di Fausto denuncia l'impiego di apparecchi murari che sono realmente tali.Con tutto il rispetto preferisco Di Fausto.Più in generale credo che il periodo storico da prendere come riferimento debba di volta in volta esser considerato insieme al genius loci.Di Fausto non fà neoarchitettura romanica ma piuttosto reinterpreta il romanico in modo attuale.

Claudio Mecozzi ha detto...

..più precisamente. Dalle poche immagini che ho potuto vedere attraverso un sito di carattere turistico si può vedere come dovrebbe trattarsi di un sistema costruttivo misto.All'interno le parti in cemento armato possono leggersi,non sono occultate.Mi riferisco ai pilastri e agli archi che scandiscono la la navata centrale.Nel presbiterio gli arconi laterali ribassati.La nettezza della forma lasciata a queste parti ancorchè intonacate denuncia volutamente l'impiego del cemento armato.Pertanto negli interni rileggo la struttura realizzata con i materiali moderni senza farla sembrare muratura.In questo modo vi è chiarezza ed onesta. Sarebbe interessante poter vedere immagini approfondite di quest'opera.

Livio Sterlicchio ha detto...

...l'impiego di apparecchi murari...
Idee, soluzioni tecniche (e terminologie) di mezzo secolo fa: roba da Amish, come giustamente dice Francesco.
Signori, state usando un computer: che vergogna! Per essere coerenti con il vostro modo di ragionare sarebbe più opportuno usare penna (d'oca), inchiostro, calamaio ed un pony express (quello "vero" con il cavallo, non quello "finto" col motorino)per il recapito.

Andrea ha detto...

L'uomo non è definito dai mezzi che usa, caro Livio.
Un edificio È il materiale di cui è composto

Ubi ha detto...

Il Signor Livio voleva probabilmente sdrammatizzare.
Effettivamente "a prima vista" il computer è "moderno".
Ma, gratta gratta, sotto ci troviamo che il calcolatore usa il sistema binario (XVI sec.), il magnetismo (V-VI sec a.c.) gli hard disk; i motori di ricerca algoritmi e quindi dobbiamo ringraziare un persiano del IX secolo. Nell'assemblaggio sarà pure molto moderno ma..

Il fatto è, poichè di "fatto" si tratta, che più avanziamo nella tecnologia e più abbiamo probabilità di ritornare all'età della pietra (se non peggio...).
Questo perchè spesso oggi più acquisiamo tecnologie complesse più perdiamo "competenze" elementari e basilari.
Industrializzazione e maccanizzazione dei processi creano ciò.
Nel campo delle costruzioni potrei farvi esempi banalissimi.
Come esperti in altri campi possono farne ugualmente.

Livio Sterlicchio ha detto...

Dimmi che mezzi usi e ti dirò chi sei.
Un edificio E' cemento armato e non, calce, sabbia, mattoni, laterizi, intonaco, ceramica, legno, vernice...
e allora?

Comunque, vorrei sottolineare l'intervento dell'Anonimo del 30.10 alle 5,52: con l'esempio da lui riportato cadono tutte le teorie secondo cui un paramento che si presenta come un muro in pietra non può essere un telaio in cemento armato ben occultato con la pietra.
I materiali di finitura e la struttura portante sono cose ben diverse, Andrea.

Domenicano ha detto...

il difetto dell'architettura di moda è il rifiuto della decorazione: la bellezza è affidata alla mondezza della forma, del messaggio. La kalokaiagathia si esprime -pare- solo in onesto materiale in onesta forma. Ecco che un cornicione o una finestra con una ripartizione a bifora diventa qualcosa di disonesto, perché pare che abbia ragion d'essere solo quello che è funzionale. Purtroppo questa lettura ci viene da lontano, da una certa visione razionalista dell'architettura, per quanto chi si professasse razionalista abbia lasciato sinceri capolavori dell'architettura. Una riflessione seria architettonica, mi pare, oggi non c'è: o con noi (intellighenzia fuksasiana) o contro di noi. Pare che la situazione attuale non sia discutibile. La scollatura col sentire comune oggi non è più funzionale. Abbiamo avuto 100 anni di lontananza dell'uomo comune dal linguaggio di moda di qualsiasi arte/scienza. Se un tempo ogni oggetto d'arte aveva due messaggi (uno profano, in nome del concetto ars ut Biblia pauperum, e uno da intenditori) oggi tutto ciò pare da disonesti, ma non ci rendiamo conto che a far così veicoliamo solo il messaggio da intenditori e rifiutiamo l'altro. E sappiamo pure che, a forza di fare le cose per una cerchia ristretta di benpensanti, si finisce con lo sfornare spesso idee che paiono masturbazioni mentali.
Le critiche del sig. Mecozzi sono valide, per carità, ma le risposte che si dànno non sono risposte: giustamente sono stati portati esempi storici che confutano quanto detto eppure non è sorto un dibattito. L'architettura ha ancora da parlare oppure si attaccherà ancora al carro di grandi architetti di moda che paiono i sarti della nota fiaba delle vesti nuove dell'imperatore?

Andrea ha detto...

Vede, caro Domenicano, una cosa è il "razionalismo massonico dissolutorio" (riduco l'edificio alle linee del suo disegno, fino a farlo sparire), un'altra cosa è l'autenticità dei modi e delle motivazioni "contemporanee" nel costruire: ciò che C. Mecozzi chiamava "la ricerca di una sana modernità".
Per fare un parallelo, è come l'esistenza (e l'opposizione) del Laicismo e della Sana Laicità, cara a papa Benedetto.

Non posso realizzare una chiesa in senso strutturale moderno, poi sovrapporre degli "elementi decorativi". Devo invece usare un linguaggio convincente (come quello di Di Fausto!), del quale facciano parte le cosiddette decorazioni, e soprattutto che non escluda, ma accolga, gli elementi iconografici.
Cioè il mio scopo non dev'essere la chiesa vuota, a pareti lisce, di stampo zen-massonico-dechirichiano, ma la chiesa "cattolica", casa dei vivi e del Vivente

Livio Sterlicchio ha detto...

Cominciano a diventare troppi i miei commenti da voi censurati. Che c'è di tanto abominevole in ciò che scrivo?