giovedì 13 dicembre 2012

PADRE SPADARO: DA CYBERGURU A PARAGURU...

Questo è quanto si legge in questo momento sul profilo internazionale del Papa su Twitter 

di Francesco Colafemmina

Padre Antonio Spadaro SJ (direttore della Civiltà Cattolica) pubblica sul suo blog Cyberteologia quattro risposte alle obiezioni più comuni in merito alla presenza del Papa su Twitter. Visto che sono anche le mie obiezioni e che Padre Spadaro mi ha democraticamente bannato su Facebook, gli rispondo da questo blog. Aggiungo che la presenza di Claire Diaz-Ortiz (responsabile della Social innovation a Twitter dal 2009) almeno sin dal 2 dicembre a Roma non fa altro che confermare il grande interesse che per Twitter riveste la presenza del Papa sul social network. Ripeto, interesse. E non un interesse spirituale, ma economico, visto che il 2013 è indicato da tutti come l'anno della probabile quotazione in borsa del social network. Ora, salvaguardare gli interessi dell'azienda Twitter, senza proteggere l'immagine del Papa dalle oscene offese visibili ovunque nel mondo sul suo profilo credo sia oltre che un segno di scarsa devozione al Pontefice, una evidente dimostrazione di incapacità comunicativa (per non parlar d'altro), con buona pace di Greg Burke e padre Lombardi. 

1. I messaggi del Papa su Twitter corrono il rischio di essere banalizzati perché esposti al commento stupido o alle battute ironiche.

Ogni messaggio lanciato pubblicamente può essere oggetto di accuse, ridicolizzazioni e banalizzazioni in quanto esposto al pubblico giudizio. La differenza sta nel fatto che queste banalizzazioni, queste offese, non vengono espresse in riviste satiriche di nicchia o sui siti dei Radicali o dell'Arcigay, ma restano a perpetua memoria sul profilo del Santo Padre. In questo caso è come se si utilizzasse il profilo del Papa come un albo sul quale appuntare tutte le miserie e le dabbenaggini di certo mondo adolescenziale e immaturo che passa il tempo a twittare. Insomma, se il compito dei comunicatori vaticani è quello di comunicare il messaggio del Papa, ma anche quello di difendere il Sommo Pontefice dagli insulti e dalle ingiurie, in questo caso ogni filtro cade e la figura del Sommo Pontefice è esposta ad un inutile ludibrio. Inutile, perché non è offeso da chi la pensa diversamente da lui, da chi ha in odio la Chiesa di Cristo in una sorta di agone spirituale e teologico, ma è offeso da insulsi anonimi ragazzini o da frustrati cibernauti. Senza aggiungere che i messaggi su Twitter non li scrive neanche il Papa ma i suoi scaltri ventriloqui.

2. Il messaggio su Twitter è frammentato, legato a contesti di consumo rapido, manca il silenzio. Non c’è il contesto giusto per la riflessione.

Sembra assurdo, ma per smentire questo giudizio p. Spadaro ricorre ad una giustificazione usata da molti in questo periodo: anche il genere letterario degli haiku, anche le poesie di Ungaretti, anche talune affermazioni di Gesù (lo ha detto persino Tornielli) sono composte di brevi incisivi pensieri.

A questo punto dico: "fermi tutti!". Francamente mi sono rotto di sentir dire delle simili sciocchezze da gente la cui intelligenza non reputo scadente o corrotta. Il genere letterario epigrammatico o lo stesso aforisma sono vecchi come il cucco, ma non hanno nulla a che vedere con Twitter. E' infatti il medium e la loro funzione a definirne il carattere, non la brevitas. In sostanza non possiamo paragonare un genere letterario ad un Tweet. Sarebbe come mescolare la storia con la geografia! L'epigramma così come la narrazione evangelica non sono banalità verbali, ma opere scritte. Scritte per essere diffuse su rotoli papiracei o in codici. Dovevano esser lette di seguito, ad alta voce. E preferibilmente dovevano esser memorizzate. Pensare che Spadaro e lo stesso Andrea Tornielli siano così ingenui da paragonare i tweets ai messaggi di Cristo mi fa rabbrividire. Siamo ad un livello di confusione superiore a quello di Grillo quando invoca la sostituzione dei libri cartacei con gli ebooks nelle scuole.

3. Il Papa è su Twitter ma non “segue” nessuno e dunque non rispetta le regole di una comunicazione adatta ai netorks sociali.

Spadaro ammette la validità di questa obiezione, ma si giustifica affermando che in realtà il Papa non segue nessuno "per non fare delle discriminazioni". Il punto è che al di là delle giustificazioni questa è la negazione del "social networking". Perché quest'ultimo è fatto di condivisione e compartecipazione, non di messaggi a senso unico. Dunque il Papa su Twitter che ci va a fare? Per mitigare questa comunicazione a senso unico adesso i ventriloqui papali scrivono sul suo profilo delle domande. Domande che sono la negazione dell'autorità magisteriale del Pontefice. Il Papa insegna, non fa domande a dei pischelli (a che livello di decerebrazione sono arrivati questi cyberteologi!).

4. Ma la Rete è un luogo “finto”, pieno di rischi e di alienazioni… Il Papa non fa bene a essere presente in questo ambiente.

Il buon padre Spadaro si giustifica così: "Anche se volessimo non potremmo cancellare il cambio sociale e forse potremmo dire antropologico che la rete sta imprimendo. Occorre dunque ragionare con coraggio. A mio avviso la strada giusta è evitare di pensare che viviamo due vite: una fisica e una digitale, una vera e una finta. Così si fa crescere l’alienazione e la mancanza di responsabilità (cioè il rischio è di arrivare a dire: se una cosa è finta è finta e dunque anche il male in rete è finto…). La vita è unica, e l’ambiente digitale è parte di essa."

Bene, caro padre Spadaro, se per lei non v'è differenza fra vita fisica e digitale perché allora mi ha bannato su Facebook? Perché proprio lei che fa tanto il comunicatore "banna" chi non la pensa come lei e le fa soltanto presente che su Twitter dei deficienti stanno offendendo il Santo Padre?

Evidentemente lei che vuol essere un guru della Cyberteologia non è altro che un banalissimo paraguru...

22 commenti:

don Camillo ha detto...

Purtroppo le tue sagge parole che esprimono il pensiero di molti, tantissimi cattolici restano parole al vento. Quel che conta è la verità, la loro verità perchè scritta secondo loro sull'Osservatore Romano, o sulla Civiltà Cattolica.

In che miseria siamo caduti! Siamo nel caos! Guadati da banditi dal volto scoperto, arrivati impunemente fino in cima ai vertici alla Chiesa. Povero papato, poveri noi!

S. Pasquino ha detto...

Volevo ricordare anche cio' cì avvenuto al funerale di Schicchi, il re del porno...a Roma. Sono saliti sull'altare la ex moglie, cicciolina e credo il rocco siffredi ricordando la sua vita di imprenditore del genere. Spero che lo schicchi si sia pentito e confessato prima di morire ...ma vedereun funerale dove anche cicciolina ha preso la comunione! Il prete ha permnesso tuto questo...!!

qui l'articolo
http://www.lastampa.it/2012/12/12/italia/cronache/schicchi-funerali-in-chiesa-tra-pornostar-e-comunione-GxSeNE8MQWWyhXU1z54EgI/pagina.html

Francesco Colafemmina ha detto...

Non voglio giudicarli. Mi infastidisce però questo uso personalistico dell'ambone per fare politica (criticare, al solito, Berlusconi) e per esaltare la pornografia. Ma ormai più in basso di come siamo!

don Camillo ha detto...

Vede, almeno Cicciolina é entrata in Chiesa con la testa bassa per la vergogna. Lei!

S. Pasquino ha detto...

Io e mia moglie...prima di trovare la Messa di Sempre . siamo stati trattati malissimo perche' ci mettevamo in ginocchio per ricevere la comunione sulla lingua ed addtrittura siamo stati denunciati al parroco perche' non davamo il segno della pace rimanendo in preghiere( e quindi reltivo rimprovero e richiesta di confessare il peccato). Per fortuna Dio ci ha permesso di mantenere la fede facendoci trovare la Tradizione , essendo convertiti in eta' adulta - Vedere queste cosa fanno male...molto male.! Non bisogna tacere, bisogna mettere queste lupi travestiti in difficolta'. Una spina nel fianco, una pietra di grande inciampo!
A qwuesto aggiungo che un fedele di Zagarolo, che ora segue solo la FSSPX, si e' visto il parroco che strillando gli chiedeva di baciare il coprano, la torah e l'antico testamento . Lui si e' rifiutato , ha baciato la Bibbia perche' ha il Vangelo! Stiamo messi molto male...occorre reagire per dimostrare a Dio la nostra fede , sena pretesa alcuna di salvare la Chiesa, ma la nostra anima e di quelli che sono stati scelti epr essere salvati.

S. Pasquino ha detto...

Caro Don Camillo...se cicciolina ed amici non si sono confessati prima di prendere la comunione, ossia comunione generale e poi interruzione immediata nell'esercizio dei peccati (cicciolina vuol fare un partito e far sposare i gay in Chiesa)....abbassare la testa serve a ben poco, dato che si tratterebbe di una comunione non poco sacrilega e blasfema, oltre allo scandalo pubblico ed abominio in luogo sacro. Anche permettere di insultare l'autorita' del Papa su twitter non e' cosa da poco. Non andiamo a cercare le pagliuzze a giustificazione non vedendo le enormi travi.

Anonimo ha detto...

-tweet +rosari

Anonimo ha detto...

Se non c'è distinzione/separazione/differenza tra vita reale e vita digitale chiederei al p.Spadaro: quindi posso andare all'udienza del mercoledì e interrompere il S.Padre con qualche cazzata?

Anonimo ha detto...

Ho avuto l'illuminazione. Non sono domande. O meglio: a ogni domanda segue il tweet di risposta. Volpini...

Areki ha detto...

Sono completamente daccordo con le gravi riserve espresse da Francesco Colafemmina.

Mi venivano in mente le parole di Gesù: "Non gettate le perle ai porci". "Le cose sante ai santi" dice la liturgia bizantina. Il Papa accettando di "twittare" contraddice a quanto Nostro Signore ha espressamente insegnato nel Vangelo......

Ancora una volta la chiesa conciliare rincorre in modo acritico il mondo.... e i porci ci si rivoltano contro e calpestano quanto è stato loro incautamente annunciato....

Ci vuole più rispetto per la Parola di Dio che non è un discorso da fare nelle osterie o nei locali a luci rosse.....

Anonimo ha detto...

Da Radio Vaticana: Intervista al direttore del “Corriere della Sera”, Ferruccio De Bortoli: ...
Domanda: – Allargando un po’ l’orizzonte, questo successo su Twitter come anche del libro del Papa, da settimane il più venduto in Italia - anche come e-book – dimostra secondo lei che c’è anche una ricerca di fede, in un tempo che sembra voler emarginare Dio? In fondo, anche chi usa Twitter per offendere il Papa, dimostra paradossalmente che ha interesse o comunque dà peso alla presenza e alle parole del Papa…

Risposta di De Bortoli: – Sì, anche chi fa delle battute, chi offende, comunque partecipa, fa parte della scena. E’ come se in qualche modo gli fosse riservato un angolo in una narrazione evangelica, che continua da tanti secoli. Quindi, tutto sommato, anche questo fa parte dell’apostolato e fa parte anche della missione della Chiesa.
...
Mah! Sarebbe meglio ripensare su questa scelta...

Daniele Di Geronimo ha detto...

Non sono un esperto in materia, ma credo sia piuttosto pericolosa e seria la non distinzione tra vita reale e vita digitale.

Va bene (quasi) tutto, ma certo non si possono equiparare. Come notava F. Hadjadj «Dobbiamo credere, del resto, che ai fini di una comunicazione ottimale il Creatore ci abbia dotati – con i nostri corpi, i nostri occhi, le nostre mani, le nostre bocche – di tutto ciò che è necessario per andare dritto all’essenziale. Se la telefonia mobile fosse stata quanto di meglio esiste in questo campo, possiamo essere certi che saremmo stati dotati di poteri telepatici. In caso contrario non è così. Soltanto le nostre braccia libere di tutto sono adatte ad abbracciare un fratello. Soltanto il palmo delle nostre mani nude hanno la capacità di saper accarezzare un volto. E occorre che le nostre bocche abbandonino il megafono, per essere in grado di baciare. Da questo punto di vista il modello perfetto di comunicazione si trova nei sacramenti. È lì che si comunica ciò che vi è di più grande: questa comunicazione si attua sempre nella vicinanza corporale, nel contatto fisico.»

Proprio a proposito di sacramenti, se tra vita reale e digitale non c'è distinzione, potremo in futuro confessarci tramite skype, battezzare con un clic, adorare tramite un pc e consacrare tramite due tweet?

Il discorso che "questa è la reltà bisogna adattarsi", tutto mi sembra tranne che cattolico. Odora tanto di ennesima rassegnazione al mondo, di cedimento, di prostituzione con il mondo. Invece di salvarlo, redimerlo ed elevarlo, ci abbassiamo noi e il nostro Credo.


Bha!

Gianpaolo1951 ha detto...

Ho guardato e riguardato il video del primo tweet del Santo Padre…
http://www.youtube.com/watch?v=zfk2BIdUM8c
Da come Egli cercava di “cliccare” sul tablet - aiutato e pilotato dall’esimio Monsignor Celli - mi sorge il dubbio che l’abbia visto per la prima volta quel giorno… e che sappia ”appena appena” a cosa serva, ovviamente sulla base delle belle favole che Gli avranno sicuramente raccontato!...
Se questa fosse la cruda realtà, si spiegherebbero molte cose…
Una fra tutte, come si fa a mettere a repentaglio e al contempo ridicolizzare, l’immagine del Sommo Pontefice!...
Vergogna, somma vergogna!!!

ciellino ha detto...

Il Papa ha perfino sbagliato a "cliccare" l'invio la prima volta (mi piace pensare che lo abbia fatto a bella posta).

Era surreale la scena di Benedetto XVI vestito di bianco, seduto, coi fotografi e cineoperatori vestiti di nero, in piedi, che lo circondavano quasi a soffocarlo per immortalare la storica cliccata.

Condivido parola per parola quello che ha detto Francesco. Twitter non è il nome di un concetto astratto (esistono servizi pressoché identici a Twitter, come ad esempio identi.ca) ma il nome di un'azienda, con tanto di righine fumose in corpo 6 nelle Condizioni Generali di Utilizzo. Gli utenti Twitter, al pari dei telespettatori, sono solo un parco buoi coltivato al solo scopo di rivenderlo all'industria pubblicitaria.

hpoirot ha detto...

Una domanda. Perché non si é voluto aggiungere una nuova pagina al sito della Santa Sede con funzionalità alla Twitter, invece di passare per la futura multinazionale?. Da un punto di vista tecnico-informatico é semplice e si fa in massimo un due mesetti. L'applicazione avrebbe potuto esssere meglio adattata alle necessità specifiche del Vaticano (messaggi più lunghi o articoli, controllo sui commenti e su chi usa il servizo, grafica più consona a un servizio religioso magari con musica relgiosa in sottofondo... )

Vista la notorietà del papa avrebbe avuto lo stesso successo (se non di più). Perché passare per forza da Twitter se non c'é una vera necessità ? La presenza di Claire Diaz-Ortiz é in questo senso molto molto eloquente...

Andrea ha detto...

È semplice, caro hpoirot: perché si è optato da decenni per la "canonizzazione del Mondo", in luogo dell' "evangelizzazione del mondo".

Ci sono milioni di persone su Twitter? andiamo su Twitter.
Ci sono migliaia di giovani in discoteca? andiamo in discoteca.
La gente è incapace di un discorso disteso? diamole poche parole di "slogan".

Mi rifaccio a un esempio che mi è caro, anche perché risale a un momento storico molto delicato (primi anni '60): la chiesa dell'Autostrada del Sole, a Firenze.
Essa fu concepita sicuramente con spirito di simpatia verso il mondo ("oggi si fanno, grazie all'automobile e all'autostrada, cose ieri impensabili"), ma non in spirito di canonizzazione di un Mondo Nuovo, Glorioso e Definitivo.
Fu invece un porre Cristo come Pietra Miliare e Casa di sosta e di ristoro, esattamente a metà del percorso Roma-Milano.

Adorando il Mondo in luogo di dare Cristo al mondo, le Paoline sono arrivate rapidamente al Compasso

















C

Anonimo ha detto...

Io mi sono iscritto solo per il Papa ma me ne vado subito. Meglio FB quanto meno lì gli amici si accettano.
Leggere gli insulti gratuiti mi fa star male. Qualcuno abbia il coraggio di mostrarli al Papa così almeno egli potrà darà una bella pedata nel sedere a qualche monsignorotto che gli gira attorno.
Prete addolorato

Gianpaolo1951 ha detto...

E questo è solo l'inizio,
caro Prete addolorato...
Vedrà vedrà, cosa succederà
nei giorni a venire!...
Povero Santo Padre e
povera Chiesa Cattolica!!!

Marianna ha detto...

carissimo Francesco,sono molto triste per come stanno trattando il Papa e per quello che gli fanno fare. Mi pare che il diavolo stia facendo il pieno e chissà quanto sta ridendo per la contentezza. Ma che stiano attenti tutti, perché il Signore lo ha detto: "Non prevalebunt!"

Gianpaolo1951 ha detto...

Brava Marianna!!!

Jared ha detto...

Sono sempre stato su Twitter, vedendolo come ottimo mezzo di comunicazione e da giovane non capisco, perchè siate contro le scritture del Papa attraverso questo mezzo.
"Andate ed annunciate il Vangelo"!
Sono contentissimo di vedere i messaggi del Papa su Twitter.
Il Vangelo deve essere annunciato non tenuto dentro!
Gli insulti? perché forse pensate che gli Apostoli o ancor meglio N.S.G.C. non sia stato deriso o insultato quando predicava il Vangelo?!? e allora per questo...non lo annunciò più?!?
La forza della luce di Cristo deve aiutarci a superare ogni paura.
Il Papa non contraddice nulla, anzi direi che prima di giudicare se il Papa contraddice o no è meglio farsi un po di esami di coscienza.
Una preghiera per ogni messaggio espresso dal Santo Padre su Twitter ed una preghiera per ogni insulto ricevuto.
Preghiamo perché anche loro possano vedere la luce di Cristo....e allora anche loro saranno contenti nella fede.

Anonimo ha detto...

Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito.