giovedì 14 febbraio 2013

MARTIN, IL "RESIGNATION PROTOCOL" E IL NWO


Un segretario di Stato che invita ripetutamente il Papa a firmare un "protocollo di rinuncia al Papato". Una Chiesa distrutta dai nemici al suo interno. Lo scandalo della pedofilia, con uno dei suoi centri nella diocesi di Century City (Los Angeles). Forze internazionali interessate a mutare il magistero della Chiesa e ad indebolire il Papato. Un Papa che deve dimettersi sotto le pressioni degli instauratori del Nuovo Ordine Mondiale. 

No, non è la realtà di questi giorni, ma l'agghiacciante racconto del controverso gesuita Malachi Martin scomparso nel 1999 e contenuto nel suo romanzo di cui già vi ho parlato in passato: Windswept House

Vi traduco alcuni illuminanti passaggi di questo straordinario romanzo. Intanto preghiamo per il Papa.

***

Al Papa (il Papa Slavo lo definisce Martin, pensando ovviamente a Giovanni Paolo II) viene consegnato un dossier riservato che mette in luce le storture e i veri e propri crimini commessi da tanti chierici nel mondo. Ciò accade mentre monta la pressione mondialista perché la Chiesa, attraverso un pronunciamento magisteriale del Papa, proclami alcuni ripensamenti dell'etica cattolica. Nello stesso tempo il Papa già anziano e malato viene invitato da una cerchia ristretta di Cardinali a dimettersi onde affidare a loro il compito di nominare un Papa più "compiacente" rispetto alle esigenze del "mondo". 

"Omosessualità e satanismo erano fra i virus più antichi insinuatisi nel corpo politico della Chiesa. La differenza era adesso data dal fatto che l'attività omosessuale e satanica aveva ottenuto un nuovo status all'interno di quel corpo politico. In alcuni settori della Chiesa i suoi membri erano venuti dai bassifondi e reclamavano d'esser rappresentati nella pubblica piazza della vita della Chiesa. La loro apparente accettabilità presso i loro colleghi e associati era un segnale che tutti gli implicati in questo processo avevano cessato di credere negli insegnamenti della Chiesa. Alcuni avevano credo così alieni al Cattolicesimo che essi non potevano più essere inclusi fra i Cattolici. Eppure nessuno di loro voleva uscire dalla Chiesa, come aveva fatto Martin Lutero. E nessuno di loro voleva neanche vivere in qualche modo nella Chiesa in accordo con le sue regole e la sua dottrina, come aveva fatto Erasmo.

Così improvvisamente divenne indiscutibile che ora, sotto questo papato, l'organizzazione Romano Cattolica portava in sé una permanente presenza di chierici che adoravano Satana e cui piaceva farlo; di vescovi e preti che sodomizzavano bambini o che lo facevano a vicenda fra loro; di suore che officiavano i riti neri della wicca, e che vivevano in relazioni lesbiche sia dentro che fuori dai conventi. Improvvisamente divenne chiaro che durante questo papato la Chiesa Cattolica Romana era divenuta un luogo nel quale ogni giorno, anche la domenica e nei giorni festivi, atti di eresia e blasfemia e oltraggio e indifferenza erano compiuti e consentiti presso i sacri Altari da uomini che un tempo erano chiamati preti. Azioni e riti sacrileghi erano compiuti non solo agli Altari di Cristo, ma che avevano la connivenza o almeno il tacito consenso di alcuni Cardinali, Arcivescovi e Vescovi. Nel loro numero totale erano una minoranza - qualcosa fra l'1 e il 10% -, ma di questa minoranza molti occupavano sorprendentemente posizioni di alto rango e autorità nelle curie, nei seminari e nelle università. 

Atroce com'era, tuttavia, questo quadro non costituiva l'intera ragione della crisi di Sua Santità. I fatti che portavano il Pontefice ad una nuova condizione di sofferenza erano principalmente due: i sistematici legami organizzativi - la rete, in altre parole - che si era stabilita fra alcuni gruppi omosessuali e sette sataniche. E il potere disordinato e l'influenza di questa rete. [...] Era stata inoltre accumulata una serie di evidenze tese a dimostrare che questo potere disordinato e la preponderante influenza della rete era dovuta alle sue alleanze con gruppi secolari esterni al campo d'azione della Chiesa. Ma c'era un terzo fatto: il Pontefice che era stato chiamato da Cristo ad essere quanto più possibile direttamente responsabile della Sua Chiesa aveva reso possibile questa influenza. Aveva persino parlato del suo sospetto che alcune forme di presenza diabolica fossero entrate nella struttura gerarchica della Chiesa e avessero infettato buona parte di essa. Ma la sua decisione non era stata quella di scomunicare gli eretici. Non di ridurre allo stato laicale i colpevoli. Non di licenziare professori apostati dalle loro cattedre nelle università pontificie. La sua decisione era stata quella di parlare con essi. Parlare con tutti, ovunque. [...]

Molto più che tre volte durante quei giorni e specialmente oscure notti, il Papa si prostrò davanti a Cristo e, anche più angosciato di Pietro, diede la sua risposta alla domanda cui sapeva di dover rispondere.

"Sì Signore, ho visto la corruzione... Ma presumevo ciò che anche i miei due predecessori presumevano. Presumevo che lo spirito del Concilio Vaticano II fosse il Tuo spirito. 
Sì Signore. Ho visto la corruzione insinuatasi nell'organizzazione della Chiesa durante i precedenti papati. E ho deciso che l'organizzazione tradizionale della Chiesa era stata ormai del tutto smantellata; non sarebbe mai stata restaurata; non sarà mai com'era prima.
"Sì Signore. Ho visto la corruzione. Ma presumevo che lo spirito del Vaticano II avrebbe creato una nuova comunità di Cristiani - la Nuova Gerusalemme. Come Papa di tutti i popoli, presumevo che fosse mio dovere dare testimonianza a quello spirito fra le nazioni della terra. Radunare tutti i popoli di Dio in preparazione dell'apparizione della Regina del Cielo nei cieli umani, una nuova era di pace e di rinnovo religioso fra le nazioni." (pp.492-494)

***

Il cenno di riconoscimento del Papa per ciascuno di loro fu un fraterno saluto; ma tanto più in quanto conosceva ciascuno di essi per quello che era davvero. Aveva anche elevato alcuni di loro alla porpora. Li aveva visti fiorire nel suo pontificato. Conosceva i suoi alleati interni e le loro associazioni esterne. Quando aveva appreso delle loro connessioni massoniche e delle loro brighe finanziarie - quando seppe insomma abbastanza per poterli mandare a casa - aveva preferito non interferire con loro. Li aveva lasciati fare anche quando invadevano continuamente e sostanzialmente le prerogative Petrine e si occupavano di questioni papali. 
Davanti a ciascuno di essi c'era una copia del Protocollo di Dimissioni. Questo era l'oggetto delle deliberazioni di quella sera di agosto. Nessuno avrebbe mai preteso che quella questione fosse semplicemente un fatto privato fra il Papa e i Cardinali, come se le loro Eminenze semplicemente non apprezzassero il Pontefice personalmente e volessero disfarsi della sua noiosa presenza sul Trono di Pietro. Piuttosto, ciascuno qui, compreso lo stesso Papa, sapeva che ciò di cui avrebbero parlato questa sera sarebbe stata una minaccia alla spina dorsale del corpo della Chiesa Cattolica: il papato. 
"Tu sei Pietro". Così Gesù aveva detto a Simone il Pescatore a Cesarea quasi 2000 anni prima. "Tue sono le chiavi del Regno dei Cieli". La firma del Papa sul protocollo di dimissioni sarebbe stata come dichiarare: "io ora uso questo potere unico delle Chiavi per abbandonarle a voi, miei colleghi. Insieme ora eserciteremo il potere dato a Simon Pietro". 
Ciò che essi stavano manipolando, allora, era esplosivo, rivoluzionario e ricco di cattivi presagi. Nulla di meno che esplosivo. Perché se il Papa avesse accettato anche ciò, come aveva fatto per molte altre questioni, il potere Petrino non sarebbe più coinciso con la persona papale, ma con un comitato auto-eletto. [...] Fino a questa sera, i papati erano stati determinati da nessun altro se non dalla mano di Dio. (pp.551-552)

Tratto da: Malachi Martin, Windswept House, Broadway Books, New York, 2001 [1st ed. 1996]

51 commenti:

Gederson Falcometa ha detto...

Grazie Francesco. Ho fatto la traduzione in porthoghe del tuo post, guarda: http://salveregina.altervista.org/blog/martin-o-resignation-protocol-e-o-nwo/

Andrea ha detto...

Per essere molto più concreti (e molto meno impressionati dal Satanismo e dall'Omosessualismo, che stanno esplodendo assai più a Sanremo che in Vaticano): ciò che il NWO vuole assolutamente cancellare è la realtà di Roma, come punto (Urbe) dove il Cielo tocca la Terra, grazie alle Reliquie di San Pietro (e di San Paolo,"come un aborto"..).

L' Ara Pacis è stata mostruosamente iscatolata, qualche anno fa, da una struttura usata per "dibattiti e mostre".
Adesso Castel Sant'Angelo ospita una grande mostra ufficiale su "Pietro in cammino" (l'opposto del "fragile Simone reso inamovibile Pietra").
Davvero resta solo da organizzare la "danza di Madre Natura, nei sette veli" nella Basilica di San Pietro

SLGC ha detto...

Più che un romanzo, sembra la descrizione di ciò che è veramente accaduto e che accadrà in futuro.

Interessante il dualismo omosessualità e satanismo, due facce della stessa medaglia che appartengono alla galassia NWO.

Non molto tempo fa, su la Bussola Quotidiana è uscito un articolo davvero impressionante, in merito alla potentissima lobby gay che designa nomine e quant'altro.

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-una-lobby-gay-condiziona-la-chiesa-5439.htm

Per Andrea.

Tutto ciò che è Architettura Sacra ha subito devastanti mutamenti, in quanto pianta e fondamenta di ogni Sacro Edificio, è intriso di simbologia Celeste che il NWO, conosce molto bene e teme con ciò che studiando quelle Sacre Mura qualcuno possa convertirsi.

In fondo il protestantesimo neogiudaico, avente in comune la stessa matrice, da 50 anni a quaesta parte si è prefissato di distruggere e/o modificare, per creare il nuovo linguaggio antiChiesa Cattolica.

Anonimo ha detto...

Quindi "La serpe tra gli ulivi" è il nuovo "Winspeat House" e Francesco Colafemmina il nuovo (e ugualmente inascoltato) Malachi Martin.

raffa ha detto...

Amici, anche se fosse tutto vero non dobbiamo disperare! Ricordiamo che Nostra Madre ha più volte salvato la ghirba all'umanità, scompaginando i piani del nostro avversario. Perché non pensate che Chi deviò la pallottola destinata a Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro non possa intervenire anche stavolta? Preghiamo, preghiamo, preghiamo!

Francesco Colafemmina ha detto...

Caro Raffa, hai davvero ragione. Infatti la Madonna è al centro dello stesso romanzo di Martin.

Il Papa del romanzo deve fare un viaggio in Russia per consacrare la Russia al cuore immacolato di Maria. Nota incredibile: il patriarca russo del romanzo si chiama Kirill!

Anonimo ha detto...

tutti oramai parlano del nwo, tutti vogliono anticipare questa grande profezia che forse stiamo contribuendo in maniera indiretta nel gonfiare e farla crescere dandogli importanza e diffondendo paura e disorientamento nei più umili fedeli.
aspettiamo il nuovo Papa perchè comunque impotenti alle forze oscure del vaticano.
secondo me bisognerebbe pregare solo dopo aver tagliato la testa al serpente, ringraziando Dio della Fede e della Forza che ci ha dato.
Egli ci sta mettendo alla prova, non possiamo aspettare la manna dal cielo, non possiamo aspettare che la Madonna risolva le nostre paure, qualcosa di Sacro nella vita tocca farlo anche a noi, tenere in piedi la croce che hanno capovolto o che cercano di capovolgere, screditare anche chi vestito di sacro ci sacrifica al BUIO(e non mi riferisco a Sua Santità).
il mio cerca di essere un messaggio forte, non possiamo capovolgere la croce facendola diventare spada?
perdonate il mio messaggio, sono una persona che ha perso tutto nella vita all'infuori della fede.

Anonimo ha detto...

Carissimi,
mi pare che questo ambito di discussioni (mi riferisco ai vari recenti post e link collegati) si stia davvero trasformando, nostro malgrado, in un covo di serpi, e non ci rendiamo conto che stiamo scivolando nei gorghi che noi stessi esecriamo.
Facciamo attenzione. E’ vero che Satana (comunque lo si chiami, con termini più o meno consoni alle perversioni della società contemporanea) sembra più forte che mai, ma il sommo Bene (che è Dio) non sta a dormire. Dov’è la nostra Fede ? Stiamo attenti a non diventare idolatri delle nostre idee. (Stiamo adorando la Forma, e non la Sostanza. Cristo-Dio, e solo Lui, è il nostro fine).
Ci stiamo ergendo – con il pretesto di capire ma senza traccia di umiltà – a giudici di Pietro, associando alla sua, pur dolorosissima, decisione le più varie congetture, pur di appagare il nostro vaniloquio e la nostra “ortodossia”. Siamo forse noi stessi Dio per poter tanto ? Sono forse i nostri piani superiori a quelli dello Spirito Santo (che comunque assiste e assisterà in modo specialissimo il Papa) ?
Osservavo l’espressione del Papa, ieri durante la celebrazione delle ceneri, lo sguardo puro, quasi ingenuo, di un bambino, o meglio, di un santo. Di un santo vero. Uno sguardo che ci chiama in causa, e ci chiede l’unica cosa che serve: preghiera ed affidamento a Dio.
Ecclesia semper reformanda. E l’unico mezzo per riformarla è la santità, a cui noi tutti dobbiamo tendere, che altro non è che imitare Cristo. Lui e Lui solo.
E la Fede che cos’è se manca di Carità ? Di quella se ne vede in giro davvero poca…
Vogliamo riformare il mondo senza porre innanzitutto noi stessi su quel necessario cammino di continua conversione, senza la quale siamo solo “cimbali tintinnanti”. A vuoto.
Più raccoglimento e preghiera. Solo quella cambia il mondo.
Che la Madre di Dio ci aiuti davvero.
Con affetto. Luigi.

Francesco Colafemmina ha detto...

Luigi a me sembra che lei stia esagerando. Sotto questo suo apparente pietismo si celano in realtà i tipici tratti di chi pur pretendendo dagli altri sospensioni di giudizi e silenzi, in realtà esercita il giudizio.

Lei dice, da grande esegeta della fede altrui:

"Dov’è la nostra Fede ? Stiamo attenti a non diventare idolatri delle nostre idee. (Stiamo adorando la Forma, e non la Sostanza. Cristo-Dio, e solo Lui, è il nostro fine)."

Ecco, lei mette in dubbio la mia fede? Lei osa affermare che io o altri lettori siano adoratori della Forma e non della Sostanza? Che non abbiamo il nostro fine in Cristo?

Francesco Colafemmina ha detto...

Lei inoltre afferma:

"Ci stiamo ergendo – con il pretesto di capire ma senza traccia di umiltà – a giudici di Pietro, associando alla sua, pur dolorosissima, decisione le più varie congetture, pur di appagare il nostro vaniloquio e la nostra “ortodossia”. Siamo forse noi stessi Dio per poter tanto ? Sono forse i nostri piani superiori a quelli dello Spirito Santo (che comunque assiste e assisterà in modo specialissimo il Papa)?"

Io non giudico Pietro che peraltro Pietro fra poco non sarà più. Io voglio comprendere l'atto rivoluzionario di questo Papa che rinuncia alla Vicaria di Cristo. E per farlo non sto affermando che questa o quella sarebbe l' "ortodossia". E neanche che vi siano piani miei personali superiori a quelli dello Spirito Santo.

Vorrei piuttosto che lei e con lei tanti altri cattolici plaudenti e sorridenti come se nulla fosse successo vi poneste delle domande, cercaste nella preghiera e nella riflessione anche di comprendere il senso della storia, dei tempi che stiamo vivendo, della crisi evidente della nostra Chiesa.

E' chiedere troppo? E' un atto di vanagloria? E' un atto di superbia? Chi l'ha detto che l'umiltà sta nel silenzio, nella sospensione del giudizio, nell'accidia analitica della storia della Chiesa? Chi l'ha detto che la verità sta nel pietismo provvidenzialistico di chi lascia fare tutto a Dio senza pretendere alcuno sforzo dagli uomini e santificando questi ultimi a priori?

Noi dobbiamo al Pontefice la salvaguardia della fede e del dogma. Se il Pontefice abdica aprendo un precedente, dimostrando al mondo che un Papa sotto pressione o per pure ragioni d'età può dimettersi non espone forse i suoi successori al ricatto del mondo, alla pressione mediatica?

Aiutiamo i fedeli ad usare il cervello oltre che il cuore. Il Signore ci ha detto: "Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe".

Anonimo ha detto...

Non si può tacere, per il bene della Chiesa e delle anime.
Il Signore non ci ha salvati solo agendo ma anche pregando, non solo pregando ma anche agendo.
E' vero che la battaglia in corso è in una sfera che non è la nostra e che solo la preghiera ha la forza - che in realtà viene da Dio - per contribuire alla vittoria (Ap 12...13); ma come il male ha i suoi satelliti e la sua famiglia ("avete per padre il diavolo", tutti plaudenti questo "gesto di umiltà") così Iddio ha i suoi figli "scaltri e prudenti", che non si nascondono più - dalla Pentecoste - dietro un'obbedienza e un pietismo di facciata ma sanno anche dire la loro, dire la Verità di cui sono figli.
Per questo occore illuminare i fratelli, a costo anche di essere voce fuori campo, e prepararli al futuro, che è futuro di Dio, che la Provvidenza dispone, permette o sopporta.
Luigi (altro)

Anonimo ha detto...

http://it.gloria.tv/?media=399885

Come si comporterà il prossimo papa?

SLGC ha detto...

Gentile Francesco, grazie d'avermi risparmiato l'incombenza di rispondere alle classiche e patetiche filippiche come da blogger Luigi.

Costui, mina alla destabilizzazione della Verità ed induce il fedele allo svuotamento della capacità di analisi, metodo soft usato dalle peggiori dittature per manipolare le menti.

Il termine GIUDIZIO = significa condannare senza appello, qualcosa o qualcuno dopo aver condotto debite indagini per arrivare al giudizio.

Il GIUDIZIO TEMERARIO, invece comporta di emettere una condanna SENZA AVER CONDOTTO INDAGINI!!!

Il signor manipolatore dovrebbe saper riconoscere la differenza, tra la critica, indagine, giudizio E GIUDIZIO TEMERARIO.

Detto questo vorrei caro Francesco, farle conoscere questa seria riflessione che ho trovato, su possibili scenari che si stanno AHIME' allineando davanti ai nostri occhi, i quali possono essere visti, solo da coloro che NON SONO STATI MORSI DALLA SUPERBIA, l'unica condizione spirituale che IMPEDISCE DI VEDERE la VERITA' e DI SEGUITO VUOLE IMPEDIRE AD ALTRI DI VEDERE!!!

Rimando, poi ad un video intervista molto interessante dell'allora Card. Ratzinger, il quale dice che SOLO DIO PUO' LICENZIARE IL PAPA!!!

http://italian.irib.ir/analisi/articoli/item/121198-dimissioni-del-papa,-i-possibili-retroscena-sullo-sfondo,-l%E2%80%99ombra-di-bilderberg

VIDEO:

http://www.youtube.com/watch?v=cxo9C4PLRKE&feature=player_embedded#!

OVVIAMENTE, conoscere l'amara e dura realtà NON FA PERDERE ne' la SPERANZA, nè la FIDUCIA IN DIO, anzi e' il piu' grande aiuto che NSGC, ci offre, per saper condurre la battaglia contro i nemici, che una volta smascherati perdono la loro occulta potenza.

La filippica del blogger Luigi e quelli come lui, lavorano per spegnere le luci della ragione.

SLGC

Anonimo ha detto...

Sulla Bussola quotidiana c'è un'altra intervista interessante e inquietante sull'argomento (di cui tra l'altro Fides et Forma si era occupato poche settimane fa):
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-nella-chiesa--in-atto-un-golpe-omosessualista-5590.htm

Don P. ha detto...

Caro Francesco Colafemmina, ho letto alcuni dei suoi commenti circa le vicende degli ultimi giorni. Mi ha colpito in modo particolare l'accostamento che lei propose tra la figura di Benedetto xvi e Capitan Schettino. In un altro commento lei spiegava di non avere grande competenza per quanto riguarda il diritto canonico. Lasci che le spieghi: secondo I principii fondamentali del diritto canonico, il Papa e' sovrano assoluto e puo' fare tutto quello che vuole. Non so se espresso in questi termini e' abbastanza chiaro, percio' aggiungo il fatto che il Papa non deve render conto ad alcuno, per cui il fatto di aver comunicato la sua decisione ad alcuni cardinali e' stato un semplice gesto di cortesia e buon senso.
Mi permetta di dirle che I suoi commenti suoi tutta questa vicenda fanno Pena. La citazione delle presunte profezie di cui sopra e' semplicemente patetica, e il paragone tra il Papa e Schettino e' a dir poco una caduta di stile imperdonabile.
Perche' non si dedica ad altro? Apicoltura? O magari agricoltura?

Francesco Colafemmina ha detto...

Don P.,

guardi che il Papa anche se sovrano assoluto ha una responsabilità anche nei suoi, nei miei, nei nostri confronti.
Quanto alla battuta su Schettino continuo a credere che sia molto più innocua delle tante cazzate che vari cardinali stanno sparando in queste ore:

Vingt-Trois: "il Papa rompe un tabù e compie un atto liberatorio"

Barbarin: "il Papa non era più in grado di governare ed è come se avesse detto: 'meglio che me ne vada'"

Sepe: "il Papa si è dimesso dal suo servizio di capo della Chiesa"

Policarpo: "il Papa ha rotto il tabù della sua inamovibilità".

Perciò io potrò anche dedicarmi all'apicoltura, ma lei perché non si dà all'ippica?

AION ha detto...

Più che NWO direi che trattasi di NOM, da intendersi sia come Nuovo Ordine Mondiale che come Novus Ordo Missae..........................*

Anonimo ha detto...

La rinuncia di Pietro, fatta su base razionale, è il più terribile e devastante frutto postumo del Concilio. L'11 febbraio 2013 nasce il papato debole. Quello che dipende dal mondo. Soprattutto da Berlino.
Mazzarino

Anonimo ha detto...

anche se Francesco non ha bisogno di difensori, caro Don P., lei continua a vedere il dito...
Ieri il Papa ha secondo me detto una cosa che così sarà letta grazie ai media: in sintesi -nascondersi e pregare-. Anche se ci sono innumerevoli motivi di cui noi tutti ne siamo allo scuro (o pensiamo di sapere tramite romanzi o documenti vati-leaks) Rispettando IL Santo Padre sia come uomo e poi come Vicario, quello che ne viene fuori è l'abbandono e il nascondersi. Poi il classico asterisco pubblicitario che dice attenzione non somministrare sotto....(parlando in termii di comunicazione) non lo legge nessuno.
In difesa del Papa forse c'è da dire che noi avremmo fatto come lui se non peggio di lui, ma lei accusa questo blog in maniera "schiettina" e non apprezza la discussione civile e lungimirante fatta da persone non "vestite" che hanno a cuore le sorti del Papa perchè le nostre. cocludo sdrammatizzando:
qualsiasi cosa tu faccia con il crocifisso, ricordati che il 28 ottobre scade il Papa...
(non voglio assolutamente mancare di rispetto a tutti i fedeli e sopratutto al Santo Padre, ma bisogna sorridere un pò perchè ci rendiamo positivi ed esorcizziamo una pò gli eventi drammatici)

Anonimo ha detto...

non c'è cosa più moderna della tradizione.
povertà=vita
ricchezza=schiavitù

non che ci fosse molta differenza tra apicultore e "opuscultore".
la devo spiegare?

lo so è fuori luogo ma se non sdrammatizziamo non ne veniamo fuori.

Anonimo ha detto...

anonimo 4:11
errata corrige il 28 febbraio,
spero vi abbia fatto sorridere perchè per piangere ce ne rimane di tempo

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Francesco,

È stato pubblicato un testo in portoghese che parla di altro della rivista italiana "Panorama", dove se dice il Papa ha deciso rinunciare dopo leggere il dossier Vatican Leaks.

Anonimo ha detto...

Caro francesco cosa ne pensi di questo lungo commento inserito nel post chiesa post conciliare, e del fattoche la beata caterina emmerich parlava di due papi insieme:


il primo giorno di pontificato, nel suo primissimo drammatico intervento pubblico, papa Benedetto XVI chiese preghiera affinché non arretrasse di fronte ai «lupi».
una decisione del genere papa Benedetto XVI non l'ha certo presa a cuor leggero o solo per effettiva stanchezza. Se questa mossa è per il bene della Chiesa (e lui ha proprio detto questo!) potete star certi che ci sono altri aspetti che sui titoli dei giornali non sono emersi (né emergeranno mai).
papa Benedetto resta Papa anche dopo le dimissioni (la prerogativa dell'infallibilità in materia di fede e di morale non "scade" certo per l'aver dato giuridicamente le "dimissioni"): il suo ministero, benché all'ombra di un nuovo Papa e lontano dai riflettori e dai sacri palazzi, durerà finché vive.
le "dimissioni" creano un precedente giuridico a cui si appelleranno senza dubbio tutti i nemici della Chiesa: di ogni Papa sgradito (cioè di tutti i pontefici futuri) troveranno modo per parlare di dimissioni ogni giorno. Benedetto XVI è senza dubbio consapevole di questo altissimo prezzo, il che significa che c'è un pericolo grosso e imminente che ha inteso respingere a costo di pagare un simile prezzo.
Insisto a ripetere: non fidiamoci troppo dei giornali - nemmeno quelli specializzati in faccende di Chiesa. E non sottovalutiamo l'instancabile e accanito operare dei lupi (per esempio: ricordate un anno fa? si "prevedeva" la "morte" del Papa...).
Fine del commento
Il link al tuo post era questo:
http://fidesetforma.blogspot.it/2012/02/complotto-per-assassinare-il-papa.html?m=1

Concludo con una preghiera e invocazione a San Michele Arcangelo, che ci protegga in questi momenti difficili.

Anonimo ha detto...

Il romano pontefice gode della prerogativa dell'infallibilità in quanto pastore della Chiesa Universale e solo quando si pronuncia quale Pastore della Chiesa universale, in materia di fede o morale e volendo impegnare tale prerogativa abbiamo l'iffalibilitas in docendo.
La dal 28 p.v., rinunciano legittimamente e liberamente ad essere Pastore della Chiesa Universale Benedetto XVI, piaccia o no...ci dispiace certo!, non sarà più tale, non avrà più potesta suprema di governo, non godrà più dell'infallibilità che (non ha mai impegnato).
Certo non è emotivamente facile conciliare teologia e diritto...e ci si chiede: lo Spirito Santo che lo scelse quale Vicario di Cristo....ritira ora questa scelta...? Di qui l'opportunità di non rinunziare all'ufficio, onde non esporlo ai lupi affameti e per ché non diventi agli occhi del popolo....una barzelletta.

Anonimo ha detto...

Intanto a distanza di qualche giorno dall'amaro avvenimento i cattolici progressisti e i loro alleati mediatici stanno già facilmente assimilando l'abdicazione all'apertura di una nuova epoca dove ad essere abbandonati saranno i vecchi valori fin qui difesi. Una sorta di Concilio Vaticano III già concluso.
Miles D

Andrea ha detto...

http://www.riscossacristiana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2198:perche-il-papa-ha-dato-le-dimissioni-di-p-giovanni-cavalcoli-op&catid=61:vita-della-chiesa&Itemid=123

Cito questo lungo articolo anche perché contiene un'accusa esplicita all'Ordine Domenicano (quello dell'autore) e ai Gesuiti. Inoltre paragona i Modernisti ai Farisei del Vangelo

Stefano78 ha detto...

Interessante articolo, Andrea.
Il Padre Cavalcoli sa essere molto puntuale nelle analisi. Non riesce, però, ad approfondire la problematicità di alcuni dei documenti pastorali del Concilio Vaticano II, anche se nell'incipit dell'articolo ha ammesso che la trattazione di certi argomenti, in modo ambiguo, ha dato il la alla strumentalizzazione della figura del Papa. E non solo.

Io credo che dovremmo, tutti quanti, fermarci a riflettere.

Certamente anche Francesco lo sta facendo, a suo modo.
Ma dovremmo fermarci a riflettere, questo sì (lo ripeto), andando oltre la reazione "a caldo". Soprattutto oltre le strumentalizzazioni più o meno interessate (di ogni fazione interna alla Chiesa) e oltre ciò che APPARE.

Ripeto: noi siamo quelli che sono nel mondo ma NON DEL MONDO. Amiamo i tre Bianchi. E dunque ci poniamo sempre una DOMANDA IN PIU' rispetto a chi pensa di avere una risposta pronta e valida per tutto.

L'atto del Santo Padre è indubbiamente e inequivocabilmente un atto grave. Ma, proprio per questo, ci deve interrogare una volta di più! Credo che non sia una semplice speculazione, affermare che il Papato, come nota anche P. Calvalcoli, sia stato quasi "esautorato", almeno nei fatti (perchè nella Forma è e sarà impossibile).

Per questo, e per questi tempi di incredibile gravità, non si può raginare IGNORANDO questo dato "empirico". Non lo si doveva fare in questi anni di Pontificato, davanti ai problemi che sempre si sono posti in merito alla Tradizione (che comunque ha visto una timida rinascita), e non lo si deve fare ora.

Ci sono dei FATTI, non delle "giustificazioni" più o meno papiste, che mostrano la tragica gravità di questi tempi.

Gli stessi fatti che coronano questa Abdicazione. Una Abdicazione che viene A CAUSA della rivolta davvero Scismatica ed eretica in atto. Rivolta che un Papa vecchio e malato NON RIESCE E NON PUO' più gestire.

E' significativo che l'Abdicazione abbia AZZERATO la Curia. Quella Curia in cui abbiamo visto personaggi a dir poco "discutibili", nominati in posti-chiave... Sarà dietrologia pensare che questo atto sia stato diretto ANCHE a questa "defenestrazione"? Non credo, perchè questa defenestrazione è un FATTO. E la divisione nella Gerarchia e tra i fedeli è stata l'oggetto dell'Omelia delle Ceneri. Dunque...

Dovremmo concepire che la situazione è grave. Ma lo è davvero! Non solo nei discorsi! Il Papa aveva (ed avrà) serie problemi non solo negli atti di Governo, ma soprattutto nella disciplina e nella ESECUZIONE di questi atti! Il che significa stare un una situazione simile ad una CARCERAZIONE "preventiva" del Pontefice. E' una "giustificazione"? Non mi sembra, vista la realtà dei fatti, SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.

Il Papa ha fatto ciò che può essere definita a ben vedere come una mossa "tattica". Una mossa INTELLIGENTE e gravissima allo stesso tempo.

Una mossa che rende chiara a noi fedeli l'ampiezza, la profondità e l'altezza della crisi interna che stiamo vivendo. E' EPOCALE.

Anonimo ha detto...

Figlioli, non è bello avere a che fare con i pazzi Hohenzollern... Ritiratevi modestamente a vita privata, lo stesso consiglio do alla Baviera.

Profezia di Napoleone

Andrea ha detto...

Caro Stefano,
sono completamente d'accordo sull'immensa gravità della situazione presente.
Se il Papa ripete ogni giorno che "la cultura dominante nei Paesi di tradizione cristiana è ostile a Cristo", e se molto Clero (una maggioranza?) aderisce a questa cultura, soprattutto tramite la venerazione dei mass media (cfr. Ravasi), vuol dire che siamo investiti da un torrente di fango che ci trascina verso l'Inferno.

Mi permetto di ripetere che tutto si gioca sul ruolo di Roma: l'antica "Capitale del mondo" che Dio preparò in tempi pagani e in cui posò la Pietra (Pietro), presenza in questo mondo della "Pietra Angolare scartata dai costruttori".
Ogni Protestantesimo ha disprezzato Roma, per costruirsi una pseudo-Roma "fatta da mani d'uomo". I casi "canonici" sono Parigi, Londra, Washington/New York.
Lo vedeva benissimo papa Pio XII: con l'esercito della Stella a cinque punte (USA) non era arrivato l' "Impero del Bene", ma (a quei tempi) lo pseudo-Paradiso tutto umano. Oggi, l'Arcobaleno

Livio Sterlicchio ha detto...

"Abdicazione a causa di una rivolta Scismatica ed eretica in atto"

Il costruttore che, conscio di aver realizzato l'edificio con materiale scadente, non appena avverte i primi scricchiolii, anziché puntellare l'opera e poi sanarla, fugge lasciando gli abitanti alla loro sorte, è un pusillanime...

Cesare Baronio ha detto...

Il mio commento è qui:

http://opportuneimportune.blogspot.gr/2013/02/qualcuno-crede-ancora-nella-grazia-di.html

Barionio

Stefano78 ha detto...

Caro Andrea, sottoscrivo ogni tua virgola!

Andrea ha detto...

Sono stupito dell'avere qualche amico sincero tramite internet, caro Stefano.
Come dicevo, ti stimo molto da quando ho letto qualcosa di tuo.

La questione dell' "Ara Pacis" (giorno 14, ore 9:56) non è affatto secondaria: non tanto per l'atrocità estetica (anti-Forma), ma per l'evidente finalità di giudaizzazione della Civiltà Romana (anti-Fides).
Cioè: dalle pseudo-Rome degli ambiti protestantici (ciascuno dedito alla realizzazione di una "Nuova Terra Promessa"), si vuole passare alla sottomissione della vera Roma (presente nell'Altare della Pace Augustea, sotto la quale nacque Cristo) alla "Città dove Tutto ha avuto inizio": Gerusalemme. Quella di oggi

Anonimo ha detto...

"Ogni Protestantesimo ha disprezzato Roma, per costruirsi una pseudo-Roma "fatta da mani d'uomo". I casi "canonici" sono Parigi, Londra, Washington/New York."

Per completezza va aggiunta Econe...

S. Pasquino ha detto...

Condivido pienamente il commento di Baronio.....ero arrivato alle stesse conclusioni. Il Vangelo, Opera Divina, spiega e prevede tutto. Ricordiamoci l'incidente di Antiochia , primo tentativo di giudaizzazione della Chiesa e naturalmente cio' che e' accaduto a Pietro che stava scappando da Roma ...e Gesu' che gli appare e gli dice ..."Quo Vadis?" ...in romanesco....ando vai? Che si dice appunto con quel tono della serie...ma che stai facendo?Riprenditi! Non penso ci sia bisogno di aggiungere altro.

Livio Sterlicchio ha detto...

Tant'è vero, Andrea, che l'autore della "stazione di servizio, è un ebreo.

Andrea ha detto...

Non ho messo Econe, caro Anonimo delle 4:53, non per simpatia verso la San Pio X (concordo nel considerarne ribellistico lo spirito), ma perché citavo delle "metropoli" concepite o ripensate come "nuova Urbe imperiale, faro di civiltà mondiale".
Econe si è concepita come realtà tipicamente ecclesiastica, non urbana.

Gerusalemme era la Città di Dio, posta sul Monte del Tempio del Signore (Antico Testamento).
Oggi tenta di far passare il messaggio "Roma è la capitale dei pazzerelli eretici seguaci del Nazareno - Noi, la Gerusalemme potente di oggi, siamo la città dove Tutto, cioè la stravagante sbandata cristiana, ha avuto inizio. È tempo di tornare alla matrice: Sion"

Gemma ha detto...

(concordo nel considerarne ribellistico lo spirito)

ANDREA

ma lei cosa intende per spirito ribellistico?

Coloro che per difendere la Fede (in serio pericolo) dicono NO agli errori e dopo essere stati maltrattati offesi denigrati e ancora, dopo aver chiesto di poter portare avanti l'opera per la salvaguardia della Tradizione sono stati costretti a "disobbedire"?

E cosa mi dice della formula dopo la Transunstatazione nella messa voluta ed imposta da Paolo VI, dove si dice che aspettiamo la sua venuta?

Cioè noi cattolici aspettiamo la "sua venuta" e non la seconda venuta, come i neogiudaici?

Crede che Mons. Lefebvre,abbia disobbedito per sport o per "spirito ribellistico" come ha detto lei?

Ecco si, continuate pure ad ascoltare canzonette anche dopo fatti drammatici ed evidenti!!!

Il discorso di Cavalcoli fa acqua da tutte le parti ed è illegibbile.

Classico due colpi al cerchio ed uno alla botte. Superbamente non ha citato tra i difensori della Tradizione Mons. Lefebvre e questo la dice assai lunga.

Inoltre per l'abdicazione del Papa concordo con Cesare Baronio e altri che hanno espresso il loro dissappunto.

Ho ritrovato vecchi scritti, in cui si accusava Benedetto XVI di non proteggere il Papato perchè lo considerava una pietra di inciampo per l'ecumenismo massonico...e i fatti hanno dato loro ragione.

Cavalcoli questo non lo dice perchè è un modernista che veste i panni da Tradizionalista e questo tanto mi basta, per riconoscere un vero pastore di anime.

Andrea ha detto...

Per "spirito ribellistico", cara Gemma, intendo lo stato d'animo "Il mondo va allo sfascio, la corruzione morale e mentale impera - NOI, un gruppetto di Liberi e Belli, ci ritiriamo nel bosco come Robin Hood e i suoi. Da lì faremo delle scorribande, e poi, se e quando tornerà il buon re Riccardo Cuordileone, usciremo e ricominceremo a vivere nella comunità e nella quotidianità".

Questo è lo spirito di setta, o di loggia: è lo spirito che genera la vita a due facce (quella esoterica e quella pubblica), come quella di Zorro.

Non lo dico con disprezzo per le persona, ma con vera condanna per l'atteggiamento, che ha radici antiche.
Notiamo che tutto il disastro dell'imperialismo anglosassone su scala mondiale si basa sullo stesso principio: "Quando e dove saltano fuori i partigiani, cioè i Buoni Nascosti che hanno capito tutto?"

Gemma ha detto...

Cioè noi cattolici aspettiamo la "sua venuta" e non la seconda venuta, come i neogiudaici?

SCUSATE LA FRETTA VOLEVO DIRE:

Cioè noi cattolici, aspettiamo la " Sua venuta" come i neogiudaici, che aspettano il loro dio?

Orripillante offesa e NEGAZIONE DI CRISTO E AL SUO SACRIFICIO, insita all'interno del novus ordo IMPOSTO a tutti da Paolo VI, dopo la Transustatazione!


Altro che ribellismo.......

Gemma ha detto...

Andrea

ancora non mi è chiaro, se si riferisce alla Fraternità SPX, o alle sette vere e proprie.

Nella Fraternità non mi sembra viga uno spirito ribellistico, piuttosto uno spirito che preserva dall'errore.

Ad esempio vi sono coloro che dicono di essere sempre rimasti fedeli alla Tradizione e quindi ubbidienti.

Ubbidienti a cosa? all'errore?

Che Robin Hood mai saranno costoro?

E da costoro che cosa hanno ricevuto i fedeli tutti, per capire certe cose si è dovuti aspettare una illuminazione dall'alto, come grazie a Dio è avvenuto per me, che ho percepito la pericolosità di quella "preghiera" neogiudaica dopo la Transunstatazione?

Non è forse ribellandosi al male che si produce il bene?

N.B. Avevo inviato una errata corrige riguardo il mio intervento precedente, ma non è passata, quindi la riposto quì:

"""

Cioè noi cattolici aspettiamo la "SUA VENUTA" come i neogiudaici?

"""

Il testo della " invocazione neogiudaica" dopo la Transunstatazione presente nel novus ordo è la seguente:

...ProclamiAmo la tua Morte Signore e la tua Resurrezione nell'ATTESA DELLA TUA VENUTA....

Una "invocazione" che dice al pari dei neogiudaici che Cristo deve ancora venire....anche se prima ricordano Morte e Resurrezione...tutto per non dare nell'occhio, condito il tutto con l'enorme e crassa ignoraranza nella Nostra Dottrina e il gioco è fatto!!

La ringrazio d' avere dedicato un po' del suo tempo per rispondere.

Livio Sterlicchio ha detto...

Ma quali robinud!! Ma quale "riccardocuordileone"!!
Da sempre, Mons. Lefebvre prima, Mons. Fellay adesso, hanno cercato in tutti i modi e sempre con grande umiltà, di riportare i dettami del CVII sui corretti binari. Non si sono mai nascosti "nelbosco": sono stati scomunicati! Loro!! Non la eretica Messa di Maolo VI; non il Modernismo; non la deriva luterana nel Magistero, non don Gallo che canta "bellaciao" in Chiesa dopo la Messa; non don Barbero che dice che "Figlio di Dio" è un modo di dire e non va inteso in senso letterale; non i massoni che son presenti addirittura in Vaticano, non il sincretismo conciliare, non il relativismo religioso, non le pagliacciate di Assisi!!
No, GPII accoglie in Vaticano la B'nai e B'rith, Kiko e la sua Carmen, bacia il Corano, dice che gli ebrei sono nostri fratelli maggiori...
BVII lo corregge e li chiama "nostri padri nella Fede"; esalta la figura di Martin Lutero, il "Porcus Saxoniae"; promuove Koch, Muller,Ravasi,Paglia!!

Ma per favore!!1

SLGC ha detto...

Acrobati Gay Circus al cospetto del Papa.

http://opportuneimportune.blogspot.it/2013/02/sian-forti-i-figli-caste-le-figlie.html

Quando si dice che la misura è colma....

Ora con il senno di poi e dopo il dolore e la tristezza, in me pervade un forte senso di rabbia, ma la melassa irrazionale di alcuni/e persiste, al limite dell'instabilità mentale.

Mi riferisco a coloro che si scagliano contro chi in questo drammatico abbandono, ne ha percepito l'alta posta in gioco, al di la' dell'umana comprensione.

Persino Veronesi si è dimostrato scettico e in parte amareggiato.

Caro Francesco legga questo interessante articolo.

http://opportuneimportune.blogspot.it/2013/02/il-prof-veronesi-proposito.html

Anonimo ha detto...

@ Francesco Colafemmina
Ecco chi tira la volata a Ravasi, i liturgisti conciliaristi. Leggere i commenti all’articolo del 19 febbraio, compresi i commenti.
El Cid

http://liturgia-opus-trinitatis.over-blog.it/article-la-liturgia-sguardo-verso-dio-e-verso-i-fratelli-115478007-comments.html#anchorComment

Andrea ha detto...

Mi riferisco alla san Pio X, cara Gemma (2:48 pm).

La proclamazione "nell'attesa della Tua venuta" è una traduzione, probabilmente infelice, della formula originale "donec venias", che significa "oggi, ogni momento, finché Tu venga" (con il secondo Avvento, quello glorioso alla fine dei tempi).

Grazie a lei

Anonimo ha detto...



Consigliamo di recitare questo esorcismo tutti i giorni, sino all'Elezione del futuro Papa.


Contra persecutores Ecclesiae et pro eligendo Summo Pontifice


http://opportuneimportune.blogspot.it/2013/02/contra-persecutores-ecclesiae-et-pro.html

RT

Andrea ha detto...

Mi riferisco alla San Pio X, cara Gemma (2:48 pm).

La proclamazione "nell'attesa della Tua venuta" è la traduzione, probabilmente poco felice, della formula originale "donec venias", che significa "oggi -e in ogni momento- fino alla Tua seconda venuta" (quella gloriosa alla fine dei tempi).

Grazie a lei

Anonimo ha detto...

L'estremo appello: il papa ritiri le dimissioni
Le reazioni dei tradizionalisti alla rinuncia di Benedetto XVI. Legittima ma inopportuna, secondo Roberto de Mattei. Impossibile filosoficamente e teologicamente, secondo Enrico Maria Radaelli.

Sandro Magister
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350437

Livio Sterlicchio ha detto...

"traduzione, probabilmente, poco felice"
Decisamente infelice perché ambigua, come è ambigua tutta la Messa di Maolo VI. Non era più logico tradurre:"in attesa del tuo ritorno"?

Andrea ha detto...

Caro Livio,
"in attesa del Tuo ritorno" sarebbe a sua volta criticabile, perché farebbe pensare al ritorno di una persona momentaneamente allontanatasi.
I termini teologici corretti sono (a quanto ne so) "primo Avvento" e "Avvento glorioso escatologico".

Il Latino è imbattibile, non lo scopriamo noi !!

Livio Sterlicchio ha detto...

Ed allora, perché non tradurlo con:" il Tuo ritorno alla fine dei tempi" o, se vuole," il Tuo Avvento glorioso escatologico"?. No, bisogna usare una terminologia gradita agli Ebrei!...