lunedì 11 febbraio 2013

RIMOSSO IL KATECHON: ORA TUTTO E' POSSIBILE


Ieri il Papa diceva all'Angelus: "L’esperienza di Pietro, certamente singolare, è anche rappresentativa della chiamata di ogni apostolo del Vangelo, che non deve mai scoraggiarsi nell’annunciare Cristo a tutti gli uomini, fino ai confini del mondo. Tuttavia, il testo odierno fa riflettere sulla vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata. Essa è opera di Dio. L’uomo non è autore della propria vocazione, ma dà risposta alla proposta divina; e la debolezza umana non deve far paura se Dio chiama."

Oggi annuncia le sue dimissioni a partire dal 28 febbraio alle 20.00.
Una resa al mondo e al Re delle tenebre.
Fides et forma è in lutto. 



19 commenti:

edoardo malgarida ha detto...

Finchè ci sarà la Santa Messa ci sarà il Katechon.
Tuttavia anch'io sono in lutto.

Anonimo ha detto...

Per favore, cos'è 'sto kathekon?

Anonimo ha detto...

Ma no, rilassatevi e dite qualche preghiera per questo Papa che lascia.
Solo Dio Sa.

goorka ha detto...

Domine quo vadis?

goorka ha detto...

Domine , quo vadis?

Anonimo ha detto...

Sono in lutto e il mio cuore piange, non è giusto. Ormai la grande guerra sta per iniziare, la catena è spezzata e in Katechon è sciolto. Non ci rimane che pregare con più fede.
ora, sempre. CRISTUS VINCIT, CRISTUS REGNAT, CRISTUS IMPERAT!!!

Marianna ha detto...

caro Francesco,ti leggo adesso: sei stato molto duro ed io, pur ritenendo da alcune ore che Benedetto sia stato costretto a questo passo terribile, riflettendo sui tuoi pensieri,ricordo l'ammonizione del cardinal Federigo Borromeo a don Abbondio che si è piegato al volere del potente di turno. Bisognerebbe rileggersi tutto il brano... Ciò nonostante,questo momento mi procura una grande tristezza e un grande dolore. Mi sento in lutto anch'io. Non resta che pregare di cuore Nostro Signore. Che ci illumini tutti!
Marianna

Francesco Bernardini ha detto...

Estote parati ... stiamo tutti con la cinghia ai fianchi pronti a difendere la presenza della Fede Cattolica nel mondo!!!

Livio Sterlicchio ha detto...

@ anonimo delle 2:24
E' "il corretto comportamento"

Anonimo ha detto...

"Kathecon" è il termine greco con cui San Paolo, nella Seconda Lettera ai Tessalonicesi, indica quella persona che "trattiene", cioè "impedisce" la manifestazione del mistero d'iniquità, ovvero l'uomo della perdizione che si ergerà contro il Signore alla fine dei tempi. In sostanza, il kathecon è quella forza - e anche persona concreta - che impedisce la manifestazione dell'Anticristo.
Il significato letterale della parola è "ciò che trattiene", o "colui che trattiene". San Tommaso identifica questa forza con l'Impero Romano e la Chiesa Cattolica, di esso erede e continuatrice . Altri parlano del Papa stesso la cui azione, come Vicario di Cristo, frena il dilagare dell'iniquità nel mondo.

Anonimo ha detto...

Intervista di Maurizio Blondet al Filosofo Massimo Cacciari (kathekon)
http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/volto_luciferino_occidente.htm

Bob ha detto...

all'anonimo delle ore 5.21 pm

quoto il tuo messaggio:

"Kathecon" è il termine greco con cui San Paolo, nella 2nda Lettera ai Tessalonicesi, indica quella persona che "trattiene", cioè "impedisce" la manifestazione del mistero d'iniquità, ovvero l'uomo della perdizione che si ergerà contro il Signore alla fine dei tempi.

In sostanza, il kathecon è quella forza - e anche persona concreta - che impedisce la manifestazione dell'Anticristo.
Il significato letterale della parola è "ciò che trattiene", o "colui che trattiene".
(...) Altri parlano del Papa stesso la cui azione, come Vicario di Cristo, frena il dilagare dell'iniquità nel mondo."

Esattamente. Ci sono varie interpretazioni, ed essendo profezia...

Ma non è però scritto nè affatto certo che questo Papa, per quanto gli siamo affezionati, sia lui, a questo punto della storia, che stava trattendo l'anticristo, e che adesso
che il Papa ha "ceduto" (tutto da interpretare, con calma, il suo gesto), domani si apre il regno dell'anticristo....

Per quanto immersi in una spiritualità anche..apocalittica, resi accorti, non dobbiamo mai dimenticare Chi è il nostro Unico Vincitore.
Non lasciamoci perciò andare, come mi sembra negli ultimi 2 post del (peraltro sempre serio e fatto molto bene) blog.

Anonimo ha detto...

Parlando del katechon e del Papa, non volevo di fatto riferirmi a questo caso specifico, ma a interpretazioni più generali, diffuse da secoli. Pietro che si oppone al dilagare del male nel mondo.
Saluti

Anonimo ha detto...

Bene conscius sum hoc munus secundum suam essentiam spiritualem non solum agendo et loquendo exsequi debere, sed non minus patiendo et orando e cioè: “so bene che questo ministero, per la sua natura spirituale, dev’essere esercitato non solo agendo e parlando, ma non di meno anche soffrendo e pregando”.

http://www.bonifacius.it/2013/02/11/il-papa-rinuncia-e-alza-il-tiro/

Cesare Baronio ha detto...

...adesso si apre la battaglia dei carrieristi e dei maneggioni. Ne vedremo delle belle (si fa per dire). Dio aiuti la Chiesa!!

Mowett ha detto...

In effetti se è stato lo Spirito a farlo eleggere, spetta allo Spirito rimuoverlo. Se un padre di famiglia fosse stanco, spossato, smarrito... beh, sarebbe comunque disumano che cedesse moglie e figli ad altro marito.
Oppure è una prova per tutti noi, una prova della nostra fede, una prova con la quale ci è chiesto di fidarci, di affidarci.
In ogni caso, Cristo ha già vinto, Cristo è risorto, con la sua morte ha vinto la morte. Quindi non vi è da temere.

Anonimo ha detto...

Quando tornerà il Figlio dell’Uomo

Maurizio Blondet 12 Febbraio 2013

Spero nessuno si aspetti da me un commento sulla rinuncia di Benedetto XVI. Non ho notizie diverse da quelle di tutti voi. Né mi va di contribuire al chiacchiericcio mediatico, ai giudizi (molti) temerari, e – spaventevole a dirsi – alle derisioni c he hanno accompagnato l’evento e la persona («Papus Interruptus», se la ride il francese Libération, organo della sinistra al caviale stipendiato da Rotschild).

Non ci sono analisi da fare, al di là di un costernato silenzio. La crisi della Chiesa e l’abbandono della fede sono fatti evidenti. «È il popolo che ha abbandonato la Chiesa o è la Chiesa che ha abbandonato il popolo?»: questa frase di don Giussani attende ancora una risposta. Il residuo «popolo» è fratturato in gruppi incomunicanti, ciascuno coi suoi riti, linguaggio e sistema di credenze, alcuni dei quali hanno metodi di reclutamento «americani», da born again christians o da «alcoholics anonimous», e liturgie di loro invenzione. Neocatecumenali, pentecostali, ciellini, lefebvriani... che esista ancora un’unità dottrinale, poniamo, che colleghi l’Opus Dei e i seguaci di Kiko Arguello, è estremamente dubbio.

Che questa inconciliabilità esploda alla luce, temibilmente probabile. Il pericolo che queste fratture diventino «chiese» settarie, è presente. Che la patologia dipenda dal Concilio Vaticano ultimo, è un fatto – che viene negato, oppure salutato come «profetico» e benefico. Salgono le voci che esigono «un nuovo Concilio», e pretendono «più collegialità»: sorde al fatto che Cristo non ha istituito un collegio, che le conferenze episcopali sono «unioni di fatto» senza alcun fondamento teologico, né che come diceva il cardinale Oddi, sardonico e teologicamente inconcusso: «Il solo caso di collegialità che si trova nel Vangelo è raccontato con questa frase: “...E tutti i discepoli, abbandonato Gesù, fuggirono»: Matteo 26, 56. La mancanza di vocazioni è già tragica, presto ci mancherà il prete che ci dia la Comunione.

Io spero solo che non tocchino l’Eucarestia, che vedo già in pericolo in molte chiese. Bisogna pregare molto, lo dico a me stesso più che a voi. La sensazione generale è che questa non sia una svolta, ma un capolinea.

Mi si citano profezie di sventura, Akita, Garabandal, Fatima, Medjugorje. Le ascolto, come tutti, come annunci inquietanti, ma ricordo a me stesso che in certi momenti le «profezie» possono essere utilizzate per diffondere suggestioni collettive, nel senso desiderato da poteri nient’affatto «secolarizzati», che non hanno per nulla rinunciato ai loro antichi «rituali», e non li ritengono affatto superati nella loro funzione di evocatori di Potenze, le Potenze omicide che agiscono nel buio.

Un padre francescano, santo, dice invece: «È tutta luce». Ciò che cadrà, era ciò che doveva cadere, come le foglie secche del vecchio albero. È la speranza a cui mi aggrappo. La questione è nelle mani di Dio. Cerchiamo di sorvegliare noi stessi, nei tempi imminenti che saranno difficili.

Mi basta la profezia di Cristo: «Quando tornerà il Figlio dell’Uomo, troverà ancora la fede sulla Terra?». È una domanda che pongo anzitutto a me: quando tornerai, Figlio dell’Uomo, troverai ancora la fede in Maurizio? Come vorrei poter rispondere «Sì», con slancio, senza esitazione, con piena infantile fiducia. Invece dico, come quel poveraccio del Vangelo: «Signore credo, ma tu sostieni la mia incredulità!».

Chi ha fede preghi molto, e preghi anche per me.
http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=234826&Itemid=142

Anonimo ha detto...

http://www.lastampa.it/2013/02/12/italia/cronache/accordo-con-una-societa-svizzera-il-vaticano-riattiva-i-bancomat-jpDIXqqg1X9ky9gHEklOKJ/pagina.html
a noi lo spread a loro i bancomat, si tratta sempre di embargo per un colpo di stato.

Anonimo ha detto...

salve a tutti , mi chiamo rocco
secondo me il catecon e' Cristo e la S. Eucaristia. in tal modo possiamo spiegare facilmente l'uso prima del maschile e poi del neutro. al maschile indica il Cristo , al neutro l'oggetto cioe' la S: Eucaristia che comunque' E Cristo stesso. l'spressione "sara' tolto di mezzo" (ex+ghignomai) puo essere correttamente altrettanto tradotta con "sara' tolto dal mezzo, dalla posizione centrale predominante ed e' usata in relazione al termine neutro to katecon. tale spiegazione risulta ancor piu' chiara se si pensa alla nuova liturgia coram populo e allo spostamento del tabernacolo con la S.Eucaristia, dal mezzo, dal centro , dal cuore delle chiese.

viva Cristo Re